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Le parole che Angelo Zomegnan ha pronunciato al raduno della A.Di.S.Pro suonano come sonori schiaffi al mondo del ciclismo. Il patron del Giro d’Italia, nel suo interevento è stato concreto: ha parlato degli 11 progetti di marketing che il Giro ha studiato per il 2011, ha parlato delle novità che sono state presentate nel 2010, specificando che non le rivedremo più l’anno prossimo, poiché ne vedremo altre.

La domanda che Zomegnan, da valido giornalista quale rimane, ha posto ai Direttori Sportivi, e soprattutto l’assenza di risposta al suo quesito, denotano l’arretratezza dell’ambiente del ciclismo. Chiedere alla platea quali siano state le novità del 2010 rispetto al 2009, non ci sembra una domanda per la cui risposta fosse necessaria una laurea in ingegneria nucleare, eppure nessuno ha saputo rispondere, evidenziando che, anche nei Direttori Sportivi, come nel resto del ciclismo, non ci sono state innovazioni.

Quello “Rock” e quello “Lento” …

Le parole che Angelo Zomegnan ha pronunciato al raduno della A.Di.S.Pro suonano come sonori schiaffi al mondo del ciclismo. Il patron del Giro d’Italia, nel suo interevento è stato concreto: ha parlato degli 11 progetti di marketing che il Giro ha studiato per il 2011, ha parlato delle novità che sono state presentate nel 2010, specificando che non le rivedremo più l’anno prossimo, poiché ne vedremo altre.

La domanda che Zomegnan, da valido giornalista quale rimane, ha posto ai Direttori Sportivi, e soprattutto l’assenza di risposta al suo quesito, denotano l’arretratezza dell’ambiente del ciclismo. Chiedere alla platea quali siano state le novità del 2010 rispetto al 2009, non ci sembra una domanda per la cui risposta fosse necessaria una laurea in ingegneria nucleare, eppure nessuno ha saputo rispondere, evidenziando che, anche nei Direttori Sportivi, come nel resto del ciclismo, non ci sono state innovazioni.

“Non parlatemi di radioline” ha detto categorico Zomegnan, lasciando un po’ perplessa la platea. Anche su questo noi condividiamo (e lo avevamo scritto in tempi non sospetti). Se il problema più grosso del ciclismo è l’utilizzo delle radio in corsa, significa che il ciclismo va a gonfie vele, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti, così non è.  Invece, anche a livello dilettantistico dove i problemi si moltiplicano, l’unica richiesta dei Diesse è di introdurre le radio, Daniela Isetti si fa paladina di questa richiesta e Renato Di Rocco firma una delibera presidenziale d’urgenza per consentirne l’uso. Pur condividendone l’uso, crediamo che i problemi del ciclismo siano altri.

Se il Giro d’Italia ha preparato 11 piani di marketing, possibile che la Federazione non ne abbia predisposto neanche uno per rilanciare l’immagine del nostro amato sport ? E’ possibile, dato che non ve n’è traccia.

Basta analizzare punto su punto i due programmi elettorali di Di Rocco per accorgersi che troppe belle idee sono rimaste sulla carta, e che il ciclismo non ha saputo proporre la minima novità. Anche che nelle gare, non abbiamo visto particolari novità, tutto è uguale all’anno prima e all’anno prima dell’anno prima.

Vogliamo girare, a voi visitatori che operate nel ciclismo, la domanda che Angelo Zomegnan ha fatto ai Direttori Sportivi: nel vostro campo, quante novità avete introdotto nel 2010, rispetto al 2009 ?

Zomegnan ha tracciato la via, ora non resta che seguirla, anche se temiamo che per il ciclismo valga il famoso detto:”Se il dito indica il cielo, l’imbecille guarda il dito”.

Quanti imbecilli ci saranno nel mondo del ciclismo ?

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