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Quando abbiamo letto, sull’autorevole sito  Tuttobiciweb, le parole che ha detto oggi alla Castellina, Angelo Zomegnan siamo stati invasi da una profonda gioia. Questa gioia deriva dal fatto che, finalmente, qualcuno nel mondo del ciclismo vuole guardare avanti anziché indietro. Leggiamo insieme le parole del patron del Giro che hanno fatto discutere:”Non si deve restare fermi alla continuità ma è nella  discontinuità che si trova la chiave giusta per andare avanti. Continuità e discontinuità sono due concetti diversi: la discontinuità è innovazione mentre la  continuità alcune volte è ottusa. Così come stiamo ora, a me non va bene.”

Non possiamo che condividere a pieno le parole di Zomegnan sottoscrivendone dalla prima all’ultima lettera. Troppo spesso nel ciclismo non pedalato, è il più “veloce” che rallenta adattando il suo ritmo a quello dei più “lenti”. Tutto è pensato per mantenere tutti sullo stesso piano mediocre, anziché elevare chi merita e affossare le inutili zavorre.  

Zomegnan parla come ciclismo-online:”Il ciclismo troppo spesso è ottuso, serve innovazione”

Quando abbiamo letto, sull’autorevole sito  Tuttobiciweb, le parole che ha detto oggi alla Castellina, Angelo Zomegnan siamo stati invasi da una profonda gioia. Questa gioia deriva dal fatto che, finalmente, qualcuno nel mondo del ciclismo vuole guardare avanti anziché indietro. Leggiamo insieme le parole del patron del Giro che hanno fatto discutere:”Non si deve restare fermi alla continuità ma è nella  discontinuità che si trova la chiave giusta per andare avanti. Continuità e discontinuità sono due concetti diversi: la discontinuità è innovazione mentre la  continuità alcune volte è ottusa. Così come stiamo ora, a me non va bene.”

Non possiamo che condividere a pieno le parole di Zomegnan sottoscrivendone dalla prima all’ultima lettera. Troppo spesso nel ciclismo non pedalato, è il più “veloce” che rallenta adattando il suo ritmo a quello dei più “lenti”. Tutto è pensato per mantenere tutti sullo stesso piano mediocre, anziché elevare chi merita e affossare le inutili zavorre.  

Eppure, Di Rocco parla sempre di “tradizione”, i suoi consiglieri ripetono questa parola e di novità in questi 6 anni non ne abbiamo viste.

Zomegnan ha perfettamente ragione quando associa la continuità all’ottusità ed è proprio questo uno dei mali del ciclismo. Angelo Zomegnan è forte, poiché rappresenta il migliore organizzatore d’Italia e tra i migliori del mondo, ma non sono da sottovalutare le modifiche che ha apportato all’interno di Rcs, guardando, sempre con successo, alle novità e ad una gestione moderna di una corsa ciclistica che ha oltre 100 anni. Gli integralisti del ciclismo, non è un segreto, condannano questa gestione, che a noi e soprattutto agli sponsor piace invece molto.

Comprendiamo che il ciclismo è molto ampio e il Giro d’Italia è una manifestazione unica, ma se ognuno al suo livello, mettesse la voglia di innovazione che ha messo Angelo Zomegnan sicuramente il ciclismo migliorerebbe a tutti livelli.

Purtroppo però, l’età media degli attuali dirigenti del ciclismo è estremamente alta, i giovani, quando ci sono, devono combattere per proporre novità e spesse volte non resistono molto tempo subordinati ai “vecchi” che tante volte pretendono di avere ragione solo in base all’anzianità di servizio.

Il ciclismo troppo spesso guarda solo a se stesso, senza guardare oltre, senza provare a risultare appetibile a chi non lo conosce o a chi è diffidente verso questo sport.

Il nostro pensiero è questo, non da oggi e non per piaggeria nei confronti dell’uomo più potente del ciclismo italiano, il nostro pensiero è questo da sempre e lo avevamo anche scritto il 17 gennaio del 2010 in questo articolo (www.ciclismo-online.it/i-mali-del-ciclismo.htm).

Non saremo in compagnia numerosa, almeno nel ciclismo, ma almeno è molto qualificata.

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