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La lentezza è sicuramente un grosso difetto della Giustizia italiana, sia da destra che da sinistra si sentono lamentele sui tempi troppo dilatati che spesso pongono l’imputato nella condizione di diventare impunito.

Nel ciclismo, per fortuna da una parte, per sfortuna dall’altra, i tempi sono molto più rapidi, talvolta così rapidi da far sospendere un corridore prima delle controanalisi o addirittura in assenza di positività.

Ci siamo più volte espressi su questo punto, vogliamo ripeterci: secondo noi servirebbe un maggior garantismo a salvaguardia della professionalità e dell’immagine dei corridori, troppo spesso dati in pasto a tifosi e opinione pubblica, senza particolari prove.

Tribunale Antidoping lumaca, 8 anni per una sentenza: illecito prescritto !

La lentezza è sicuramente un grosso difetto della Giustizia italiana, sia da destra che da sinistra si sentono lamentele sui tempi troppo dilatati che spesso pongono l’imputato nella condizione di diventare impunito.

Nel ciclismo, per fortuna da una parte, per sfortuna dall’altra, i tempi sono molto più rapidi, talvolta così rapidi da far sospendere un corridore prima delle controanalisi o addirittura in assenza di positività.

Ci siamo più volte espressi su questo punto, vogliamo ripeterci: secondo noi servirebbe un maggior garantismo a salvaguardia della professionalità e dell’immagine dei corridori, troppo spesso dati in pasto a tifosi e opinione pubblica, senza particolari prove.


Il caso di cui vogliamo parlare oggi,  sembra essere in contrasto con questo modus operandi della giustizia sportiva. Prima di tutto leggiamo il Comunicato del CONI del 17 novembre 2010.

Il Tribunale Nazionale Antidoping, presieduto da Francesco Plotino, nel procedimento disciplinare a carico di Marco Mosè Baccin, ritenuto che l’attività illecita si è consumata nel periodo 1999-2002, ritenuto che la norma sulla prescrizione ha carattere sostanziale e, pertanto, anche a norma del Regolamento Antidoping del Coni, in data 5/06/2001, l’illecito sportivo si prescrive in 5 anni dal giorno in cui il fatto si è verificato, proscioglie Marco Mosè Baccin dall’illecito ascrittogli per avvenuta prescrizione entro il 2007.
Il Tna, nel procedimento disciplinare a carico di Luca Manfredi, visti gli artt. 2.1, 10.2 e 10.4 del Codice WadaA, rilevato l’illecito commesso,
infligge2 anni di inibizione, con decorrenza dal 15/11/2010 e scadenza al  14/11/2012, a tesserarsi e/o a rivestire in futuro cariche o incarichi in seno al Coni, alle Fsn, alle Dsa, ovvero a frequentare in Italia gli impianti sportivi, gli spazi destinati agli atleti e al personale addetto ovvero a prendere parte alle manifestazioni od eventi sportivi che si tengono sul territorio nazionale o sono organizzati dai predetti Enti sportivi. Dichiara l’invalidazione del risultato ottenuto nella competizione in esame e di quelli successivi al prelievo del 9 maggio 2010, ai sensi degli artt. 9 e 10.8 del Codice Wada.
Il Tna, altresì, nel procedimento disciplinare a carico di Ruggiero Torraco, ritenuto che l’attività illecita si è consumata nel  periodo 1999-21 settembre 2002, ritenuto che la norma sulla prescrizione ha carattere sostanziale e, pertanto, anche a norma del Regolamento Antidoping del Coni, in data 5/06/2001, l’illecito sportivo si prescrive in 5 anni dal giorno in cui il fatto si è verificato, proscioglie Ruggiero Torraco dall’illecito ascrittogli per avvenuta prescrizione entro il 2007.
a Luca Manfredi

Come abbiamo visto la giustizia sportiva può essere molto veloce, in alcuni casi, oppure molto lenta, come in questo caso. Marco Baccin e Ruggiero Torraco non sono stati né assolti né condannati: il loro presunto illecito si è prescritto.

Il Tribunale Nazionale Antidoping scrivendo “l’attività illecita si è consumata nel periodo …” afferma che l’illecito sia stato compiuto, ma non sia punibile solo per colpa della prescrizione.

Il CONI ha impiegato, infatti, sette anni per giudicare un presunto illecito, i fatti risalgono al periodo compreso tra il 1999 e 2002, ma solo quest’anno si sarebbe arrivati ad una sentenza in merito. Come ha scritto il CONI, questo tipo di illeciti si prescrive in cinque anni.

Un altro punto è fondamentale: questo illecito si è prescritto nel 2007, perché allora si sono aspettati altri tre anni per certificare questa prescrizione ?

Perché il CONI, in altri casi è velocissimo,  in questo caso è stato estremamente lento, non solo nell’istruttoria, ma anche per dichiarare prescritto questo illecito, mettendo di fatto Baccin e Torraco nella condizione di essere “sospettati” per tre anni, nonostante la già avvenuta prescrizione.

Ancora una volta il CONI non si dimostra particolarmente credibile e il colpevole silenzio della Federazione, in particolare del Presidente Di Rocco, non fa altro che aggravare la situazione già abbastanza grave.

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