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Quest'anno il tema della sicurezza sta finalmente riuscendo a risvegliare tante coscienze che si stanno adoperando per garantire, ai ragazzi (e non) che decidono di praticare il ciclismo, uno sport sempre più sicuro. Abbiamo voluto sentire cosa pensa su questo argomento Luisa Bianchi, organizzatrice ligure e portavoce del CoMoSt, il più numeroso gruppo che si occupa di sicurezza.

Signora Bianchi, cos’è il Co.Mo.St. ?
Testualmente CoMoST significa Coordinamento Nazionale Moto staffette, Scorte Tecniche.

Luisa Bianchi (CoMoSt):”Meno gare, ma con più qualità e sicurezza”

Quest’anno il tema della sicurezza sta finalmente riuscendo a risvegliare tante coscienze che si stanno adoperando per garantire, ai ragazzi (e non) che decidono di praticare il ciclismo, uno sport sempre più sicuro. Abbiamo voluto sentire cosa pensa su questo argomento Luisa Bianchi, organizzatrice ligure e portavoce del CoMoSt, il più numeroso gruppo che si occupa di sicurezza.

Signora Bianchi, cos’è il Co.Mo.St. ?
Testualmente CoMoST significa Coordinamento Nazionale Moto staffette, Scorte Tecniche.

Com’è nato questo coordinamento ?
Il 18 Aprile 2009 un gruppo di addetti ai lavori, ha deciso di unire in un unico coordinamento moto staffette, scorte tecniche, radio informazione e da poco anche ASA. Da allora è stato un continuo impegno verso la risoluzione di problematiche inerenti la gestione delle corse, le comunicazioni radio, il “
modus operandi” delle scorte tecniche e delle moto staffette, la ricerca continua della perfezione, cercando di diventare un soggetto autorevole per capacità di costruire, attraverso la ricerca e la voglia di unire tutti quanti sono interessati alla sicurezza del ciclismo come sinonimo del suo futuro”.

Quali sono i principali risultati che il Co.Mo.St. ha ottenuto fino ad oggi ?
“Sono molteplici, ad esempio abbiamo chiesto ed ottenuto che nei Comitati Regionali della FCI fosse inserito un rappresentante della nostra categoria, per meglio relazionarci ad ogni livello;  con le nostre pressioni, abbiamo obbligato la FCI ad introdurre la tutela legale e la polizza casko per le moto staffette e scorte tecniche”

Come vedete il problema delle radiofrequenze ?
Il problema è reale, infatti in data 3 Gennaio 2010, il CoMoST ha inoltrato al Ministero delle Comunicazioni, nella persona del Ministro Lunardi, una richiesta di concessione per le frequenze VHF a costi agevolati.

Ad inizio anno avete anche protestato contro il limite dei 65 anni per le moto staffette messo dalla FCI…
Si,  abbiamo segnalato il dissenso al CONI, e precisamente agli Uffici Statuti e Regolamenti, facendo presente che questo limite introdotto dalla FCI va contro direttive del Ministero dell’Interno, le quali prevedono che l’abilitazione a scorta tecnica vada rilasciata senza limiti di età.

So che avete rapporti ben avviati anche con i Ministeri …
Si, abbiamo inviato al Ministero dell’Interno, e per conoscenza a tutti gli Enti di Promozione sportiva, la richiesta di modifica alla circolare del 29/4/2003, per ottenere che agli esami di abilitazioni a scorta tecnica si possa partecipare a prescindere dalla regione in cui si ha la residenza ufficiale.  Al Ministero dei Trasporti e al Direttore dei Servizi di Polizia Stradale Dott.Sgalla,  e p.c. a tutti gli Enti sportivi, abbiamo, invece, inoltrato un’ulteriore istanza con la proposta di modifica all’ art 3 punto 6 del disciplinare, affinchè gli esami di abilitazione siano sostituiti da corsi di aggiornamento obbligatori tenuti dalle società sportive, riducendo in tal modo anche gli oneri per la Pubblica Amministrazione. Abbiamo avviato un interessante confronto con la UISP-Ciclismo Nazionale, la quale, a sua volta, si è impegnata ad estendere il confronto all’intera Consulta”.

Per il prossimo futuro avete in mentre altre proposte ?
“Bhè si, sono molti i progetti che il CoMoST , tramite i propri associati, cerca di realizzare: Interventi di educazione stradale, nelle scuole di ogni ordine e grado. Pubblicizzazione della locandina riportante i 5 punti della sicurezza presso le autoscuole, i locali pubblici, le agenzie di pratiche auto e laddove si possa individuare occasione di conoscenza dell’articolo 9 del CdS. Sensibilizzazione verso gli organizzatori all’esposizione di questa locandina durante le manifestazioni ciclistiche nei punti di intersezione con il percorso di gara. Continua ricerca di occasioni utili per informare l’utenza stradale su quelle che sono le nuove regole da rispettare durante le competizioni su strada”.

Fortunatamente il tema della sicurezza è sempre più sentito, crede che questo possa aiutare ad ottenere quei risultati che tutti ci prefiggiamo ?
“Negli ultimi tempi abbiamo visto fiorire diversi gruppi che vanno promuovendo iniziative sui temi della sicurezza nel ciclismo. Questo è un bene, anche se qualcuno lo ha fatto solo dopo la morte del giovane Casarotto. Quando però le iniziative in questo senso si moltiplicano, se da un lato testimoniano un crescendo di sensibilità, dall’altra dimostrano tutto il ritardo, se non il fallimento di chi, avrebbe il compito istituzionale di agire coerentemente e quotidianamente per garantire la sicurezza ai corridori ed al ciclismo in generale.  Se necessario, possiamo fare 10, 100, mille iniziative sulla sicurezza, ma è anche ora di smettere ogni forma di indulgenza verso un insopportabile assenteismo da parte di chi queste problematiche dovrebbe averle risolte da tempo. E’ ora di avvicinare le distanze tra le parole e i fatti, ed è ora che ciascuno si prenda le sue responsabilità. Noi del CO.MO.ST, essendo abituati a dire quelle che pensiamo, qualche volta  veniamo visti con sospetto dalla FCI o dagli Enti Sportivi, che temono che noi si sia contro qualcuno.

Invece non è così …
No, il nostro obiettivo è uno solo: lavorare per il futuro del ciclismo, stando dalla parte dei corridori, degli organizzatori e dei tanti genitori che per affidarci i loro figli hanno bisogno di percepire la sicurezza con una garanzia.”

Lei nel corso del suo intervento a Faenza ha auspicato un minore numero di corse con un aumento della qualità …
“Si, davanti alle forze dell’ordine e ai vertici di Udace e UISP e ad un’esponente della FCI, mi sono sentita di lanciare un appello con il cuore il mano affinché si smetta di fare un assurdo cumulo di gare, si smetta con i campanilismi, si smetta con l’infelice sfida a chi organizza di più: meno quantità e più qualità perché la sicurezza ha inizio dalla prevenzione”

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