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Straordinaria riuscita della 19ª edizione del Giorno della Scorta, svoltasi domenica scorsa presso la sala consiliare del Comune di Faenza: 200 ospiti, le delegazioni di 16 gruppi di motostaffette, direttori di corsa, giudici, corridori, organizzatori e dirigenti sportivi provenienti dalla Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli, Lombardia, Piemonte e Liguria.

Un evento di assoluto valore nazionale, dominato dalla passione, dalla competenza, dalla sobrietà, dall’assenza di polemiche e da una palpabile emozione, che ha raggiunto il suo livello più alto con l’accorato intervento dei genitori di Paolo Marelli, lo sfortunato juniores morto nel 2005 durante una gara in provincia di Lecco, che ha fatto dire a mamma Margherita «dopo 5 anni di lutto è la prima volta che partecipo ad una manifestazione di ciclismo senza essere a disagio, senza evitare di incrociare le persone e senza sentire la voglia matta di scappare lontano chilometri e chilometri, tanto da sentirmi inaspettatamente serena». E poi, rivolgendosi a suo marito, «pensa Roby, oggi, per il nostro Paolo si è alzato in piedi anche Gimondi! Chissà come se la scialerà quando verrà a saperlo».

Perfettamente riuscita la 19^ edizione del “Giorno della Scorta”

Straordinaria riuscita della 19ª edizione del Giorno della Scorta, svoltasi domenica scorsa presso la sala consiliare del Comune di Faenza: 200 ospiti, le delegazioni di 16 gruppi di motostaffette, direttori di corsa, giudici, corridori, organizzatori e dirigenti sportivi provenienti dalla Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Emilia-Romagna, Veneto, Friuli, Lombardia, Piemonte e Liguria.

Un evento di assoluto valore nazionale, dominato dalla passione, dalla competenza, dalla sobrietà, dall’assenza di polemiche e da una palpabile emozione, che ha raggiunto il suo livello più alto con l’accorato intervento dei genitori di Paolo Marelli, lo sfortunato juniores morto nel 2005 durante una gara in provincia di Lecco, che ha fatto dire a mamma Margherita «dopo 5 anni di lutto è la prima volta che partecipo ad una manifestazione di ciclismo senza essere a disagio, senza evitare di incrociare le persone e senza sentire la voglia matta di scappare lontano chilometri e chilometri, tanto da sentirmi inaspettatamente serena». E poi, rivolgendosi a suo marito, «pensa Roby, oggi, per il nostro Paolo si è alzato in piedi anche Gimondi! Chissà come se la scialerà quando verrà a saperlo».

A fare da proscenio alla manifestazione, una piazza del Popolo animata da numerosi faentini accorsi ad ammirare la prestigiosa Lamborghini-Gallardo,  che il Ministero dell’Interno e il Compartimento della Stradale dell’Emilia-Romagna, hanno concesso per l’occasione, a testimonianza di quanta considerazione il “Giorno della Scorta” goda da parte delle istituzioni e degli organi di polizia, patrocinata infatti, oltreché dagli Interni, anche dalla Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio, Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, nonché assegnataria della Medaglia del Presidente della Repubblica e della  Coppa del Ministro dell’Interno. A cui occorre aggiungere anche la singolare mostra fotografica “Ciclismo e Polizia nel primo 900” che gli organizzatori del G.S. Progetti Scorta hanno voluto allestire per onorare  il contributo che da sempre la Polizia ha offerto per la sicurezza del ciclismo e nella mostra sottolineata da 53 foto d’epoca, molto particolari, dove a fianco dei corridori compare sempre un agente della Stradale in moto oppure un appartenente alle forze dell’Ordine.

Il dato saliente è stato comunque l’organizzazione dei lavori e la qualità degli interventi, tutti accuratamente preparati, incentrati sui temi della sicurezza, tanto da tenere “inchiodato” alla sedia il pubblico per ben tre ore consecutive.

Dopo l’augurio di benvenuto espresso dal sindaco Giovanni Malpezzi, che ha voluto ricordare quanto la città di Faenza sia vicina ai temi della giornata, con il circuito protetto realizzato tre anni fa e con la prossima inaugurazione della pista ciclabile che collegherà la città  ad Errano, ed il saluto del Vice Presidente della Provincia Claudio Casadio, che ha sottolineato come la Romagna negli ultimi anni si stia “riprendendo” il ciclismo attraverso la promozione e l’organizzazione di gare importanti, è stata la volta dei rappresentanti degli Enti sportivi, che si sono così espressi:

Emanuela Zaccaria (Consigliere CRER-FCI): «Il CRER ha deciso che per il prossimo anno, per la stesura del calendario regionale, sarà data la precedenza a quelle gare il cui programma prevede la “Zona Nicolò”, ovvero, uno spazio interamente chiuso al traffico in cui gli atleti possano fare riscaldamento prima della partenza»;

Vanni Adorni (Consigliere nazionale UDACE): «Come Udace, 1.200 sinistri nel 2009 e 28 casi di mortalità nel biennio 2008-2009. La stragrande maggioranza in allenamento, con trauma cranico, perché non c’è propensione per il casco fuori dalle gare. E’ fondamentale garantire una adeguata sicurezza, perché mentre una volta gli atleti accettavano consapevolmente i danni delle cadute, adesso, ogni volta che vanno a terra, promuovono richieste danni verso i colleghi o verso l’organizzatore, facendo lievitare i costi delle polizze assicurative e quindi gli oneri a carico degli organizzatori».

Davide Ceccaroni (Presidente UISP – Ciclismo Nazionale):«In 10 anni la sinistrosità è calata fino a livelli di assoluta normalità. Questo grazie alle scorte e alle normative che il Codice della Strada ha introdotto. Ma i cicloamatori continuano a perdere la vita quasi esclusivamente in allenamento, e questo ci obbliga a dire alle istituzioni preposte che debbono sforzarsi di elaborare nuove soluzioni. Da 5 mesi è stata ricostituita la Consulta Nazionale, ed è importante far sapere che nelle prime tre sedute si è seriamente discusso di sicurezza. Penso che prossimamente la Consulta  debba aprirsi al confronto con strutture come il COMOST e lo stesso Progetti Scorta, perché da queste, che conoscono bene la materia, possiamo ricevere solo benefici.  Ricordiamoci inoltre che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha calcolato che ogni  euro speso per la prevenzione, ne fa risparmiare tre per assistenza.

Dopo il saluto dei dirigenti degli Enti sportivi, è stata la volta di Silvano Antonelli, presidente del G.S. Progetti Scorta, il quale ha svolto la relazione contenete tutte le proposte sulla sicurezza che il suo Gruppo ha elaborato e che va sostenendo nei confronti dei vari interlocutori sportivi ed istituzionali.

Silvano Antonelli ha svolto una relazione sintetica, tenuto conto che molto era già stato detto con la pubblicazione della brochure presentata in Prefettura di Ravenna due mesi prima dell’evento. Tra l’altro consultabile sul sito www.progettiscorta.it.

In breve sintesi, queste le proposte avanzate:

UNA POLITICA UNITARIA DELLA SICUREZZA, che attraverso il Coni e la Consulta degli Enti Sportivi, realizzi un sostanziale avvicinamento dei criteri formativi, delle normative operative, e delle tutele assicurative, capace di favorire un uso intrecciato e generalizzato degli abilitati a prescindere dall’Ente per il quale sono tesserati.

RICHIESTA AL MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI per la concessione di frequenze radio VHF a costi agevolati, dedicate al servizio di radio-informazione, quale condizione indispensabile per la sicurezza delle gare ciclistiche e della circolazione stradale coinvolta.

REALIZZAZIONE DI UNA PROPOSTA UNITARIA PER LA TUTELA DEL CICLISMO, a cui fare riferimento ogni qualvolta in  Parlamento si presenterà l’opportunità di un aggiornamento del Codice della Strada.  Sostenuta da un gruppo di lavoro permanente, rappresentativo degli Enti sportivi e dei Ministeri interessati, a cui affidare il compito di monitorare la sicurezza nel ciclismo e di proporre di volta in volta gli opportuni accorgimenti.

REVISIONE DELLE NORME APPLICATIVE DEL DISCIPLINARE DELLE SCORTE TECNICHE, ottenendo dal Ministero dell’Interno la possibilità che agli esami di abilitazione si possa accedere sulla base del domicilio eletto anziché quello esclusivo della residenza ufficiale. Favorendo in tal modo quei volontari che per ragioni di lavoro non possono permettersi di fare rientro nelle regione di provenienza.

MODIFICA AL DISCIPLINARE DELLE SCORTE TECNICHE, ottenendo dal Ministero dei Trasporti, di concerto con quello dell’Interno, che gli attuali esami di rinnovo delle abilitazioni siano sostituiti da corsi di aggiornamento obbligatori, tenuti dalle stesse società sportive, così come viene fatto per gli ASA, privilegiando l’aspetto formativo in luogo di quello accertativo, lasciando alla Polstrada il compito del controllo e non più quello organizzativo.

ABOLIZIONE DEI LIMITI DI ETA’ (introdotti dalla FCI) per il tesseramento del personale di scorta alle gare ciclistiche, accertato che l’affidabilità dei soggetti è già garantita sia dal possesso della patente di guida che dalla discrezionalità degli organizzatori.

PUBBLICAZIONE ANNUALE da parte della FCI e degli Enti di promozione sportiva, dei dati relativi agli infortuni e ai sinistri dei loro tesserati, quale condizione indispensabile per valutare l’andamento degli indici di settore e i relativi rimedi.

REALIZZAZIONE DI UN RAPPORTO NON CASUALE COL MONDO POLITICO, con l’individuazione all’interno dei partiti e del Parlamento dei soggetti disponibili alle nostre problematiche.

UNA MAGGIORE INTEGRAZIONE TRA SCORTE TECNICHE E POLIZIA STRADALE, attraverso analisi congiunte articolate per Compartimenti, con momenti di formazione comune e con l’adozione di strumenti di comunicazione che rendano possibile un coordinamento di tutto il personale di scorta, che oggi la Stradale svolge in modo più formale che sostanziale.

NUOVI REGOLAMENTI SPORTIVI che uniformino le modalità di segnalazione dei pericoli e che stabiliscano comportamenti certi per il superamento delle rotatorie.

UNA FONDAZIONE PER LA SICUREZZA DEL CICLISMO, avente per obiettivo la ricerca, la formazione e l’informazione, finanziata con le sottoscrizioni di chiunque abbia a cuore questo tema.

MODALITA’ AGEVOLATE PER L’ IMPIEGO DELLE SCORTE TECNICHE, lasciando che queste vengano autorizzate direttamente dall’Ente che autorizza la gara, riducendo in tal modo le incombenze burocratiche sia degli organizzatori che della polizia stradale.

UNA CONDUZIONE PIU’ UNIFORME E PIU’ CONVINTA DELLE GRAN FONDO, capace di produrre un governo certo e razionale di questo genere di manifestazioni, con un maggior equilibrio tra tutela dell’evento sportivo e diritto alla libera circolazione.

UN IMPEGNO DI TUTTI I MOTOCICLISTI, per la definizione di soluzioni e comportamenti che aiutino ad abbattere la mortalità che la categoria registra sulle strade quotidiane, che per la sua entità possiamo definirla un massacro vero e proprio.

MASSIMO SOSTEGNO ALLA FIGURA DEGLI ASA, con corsi di abilitazione aperti a tutti gli Enti della Consulta e con il massimo impegno per garantire coperture assicurative al più basso costo possibile.

RICHIESTA AL MINISTERO DELL’INTERNO, perché alla scorte tecniche venga riconosciuta la qualifica di pubblico ufficiale, a tutela di una figura il cui ruolo merita rispetto e il massimo della protezione possibile.

Dopo la relazione di Silvano Antonelli, ha preso corpo il confronto delle idee attraverso un dibattito caratterizzato da interventi tutti di grande qualità.

Dott. Roberto Corsetti (Team Liquigas): «Un genitore di un ragazzino che vuole fare ciclismo, è più spaventato dal doping o dal traffico? La sicurezza e la tutela della salute, sono le gambe del futuro del nostro sport, ma per fare promozione bisogna partire dalla sicurezza. Basta quindi col dividersi per fazioni, o fare polemiche incomprensibili. Occorre concentrarsi tutti  sul come proteggere gli atleti nelle fasi extra-corsa, l’area sensibile e pericolosa per eccellenza, per fronteggiare la quale agli atleti vanno trasmessi i valori del comportamento responsabile, della disciplina della circolazione e del fattivo sostegno a tutte le figure che si adoperano per la loro sicurezza. E tra queste certamente Antonelli, che merita di essere ascoltato semplicemente per le cose che dice e che fa».

Dott. Angelo Tancredi (In rappresentanza del Compartimento Polizia Stradale):«Apprezzo il senso critico della relazione di Antonelli. Egli ha svolto una analisi coraggiosa, che altri non avrebbero mai fatto in una sede come questa. E sono d’accordo che tra  la Stradale e i volontari delle scorte  debbano aprirsi spazi di approfondimento comune sui temi dell’organizzazione, della formazione e della specializzazione. Noi della Stradale dobbiamo agire di più sulla conoscenza preventiva della gara, mentre ai volontari serve conoscere meglio quello che sono i “modi operativi” di una scorta mista. A cui va aggiunta la necessità che sui percorsi di gara siano utilizzate quasi esclusivamente le persone abilitate alla regolazione del traffico, che possono dare affidamento sia a noi, che siamo in gara, sia agli utenti della strada che con la gara nulla hanno a che fare. I volontari abilitati sono importanti perché, mentre molti possono conoscere la norma, solo questi possono garantirci la corretta interpretazione della norma stessa, ovvero, la qualità e la responsabilità operativa. Si deve trovare il modo per dare alla Polizia Stradale e alle scorte tecniche gli strumenti idonei per poter comunicare tra loro, indirizzando la ricerca verso gli apparati rice-trasmittenti di nuova tecnologia. Infine, un ringraziamento pubblico ai volontari del G.S. Progetti Scorta,  che grazie alla loro straordinaria passione spesso raggiungono prestazioni non ottime, ma eccellenti addirittura».

Luisa Bianchi (Portavoce CO.MO.ST): «Il nostro Coordinamento raccoglie oggi il consenso di 60 gruppi di moto staffette, insieme ai quali stiamo cercando di influenzare la FCI e gli Enti di promozione sportiva perché adottino misure di maggio tutela operativa ed assicurativa per il personale addetto alle scorte e ai servizi di radio-corsa. Al alcuni risultati li abbiamo ottenuti come la introduzione della polizza kasko, la presenza delle moto staffette nelle varie commissioni e l’apertura di un confronto con la Uisp, impegnatesi a sua volta ad estenderlo  all’intera Consulta. Siamo in perfetta sintonia con quanto il G.S. Progetti Scorta ha proposto in questa sede, ed anche noi del CO.MO.ST, sottolinemo l’esigenza di: una proposta di modifica del codice della strada elaborata unitariamente dalla FCI, Enti di promozione e Coni; la concessione , da parte del Ministero delle Comunicazioni, di frequenze radio a condizioni agevolate per i servizi di radio-corsa; la revisione del “disciplinare” per facilitare l’accesso agli esami di abilitazione  e per abolire quelli del loro rinnovo;  l’abolizione del limite dei 65 anni introdotto dalla FCI per il tesseramento delle motostaffette.

Claudio De Angeli (Organizzatore – S.C. Marcianese 1911): «Nelle mie corse il costo della sicurezza si aggira attorno al 20% dell’investimento complessivo, e mi piacerebbe potermi confrontare con altri organizzatori per capire se stiamo facendo abbastanza, fino a determinare in seno alla FCI un orientamento di come queste spese vanno realizzate e razionalizzate. Ma forse chiedo troppo ad una FCI con una Commissione Sicurezza di fatto inesistente e con troppi dirigenti che per questioni di voto fingono di non vedere le carenze di alcuni organizzatori, certamente non intimiditi da sanzioni di gran lunga inferiori ai risparmi fatti non predisponendo le dovute strutture. Occorre adoperarsi per una modifica dell’art. 9 del C.D.S. per introdurre modalità che, con automezzi opportunamente attrezzati, consentano di proteggere i corridori in allenamento. E dobbiamo ritornare a scuola perché sono troppo le corse organizzate con pressapochismo, con direttori che tengono in corsa gli atleti con 9 minuti di ritardo perché non sanno prendere decisioni, o che non conoscono addirittura il percorso, quando invece, per gli stessi direttori dovremmo rivendicare più potere ed autorevolezza, senza cedere troppo spazio ai giudici di gara. Noi organizzatori siamo troppi esposti sul piano della responsabilità, ma grazie ai volontari della sicurezza possiamo avere ancora fiducia. Ma dopo 8 anni di esperienza fatta come presidente del C.P. di Pisa e come componente dimissionario della  Commissione Sicurezza, credo sia inevitabile dire che avremmo bisogno di una FCI capace di prendere decisioni, più trasparente, aperta al confronto delle idee, senza macchiarsi di scelte assurde  come quella di rifiutare il patrocinio ad una iniziativa meritoria come “Il Giorno della Scorta”.

Luca Pacioni (Juniores della S.C. Sidermec-F.lli Vitali – Campione Italiano su pista): «Il lavoro delle moto staffette e delle scorte tecniche è essenziale per garantire la nostra incolumità, ma penso che a noi corridori andrebbe insegnato meglio come ci si deve comportare in gara sia per collaborare con il personale di scorta sia per non ostacolare il loro lavoro, e loro il nostro.

Giovanni Brunelli (Direttore Sportivo S.C. Sidermec-F.lli Vitali): «Senza i volontari delle scorte, molte corse oggi non si potrebbero fare. Dobbiamo quindi provare per loro tutta la riconoscenza possibile. Ma anche noi direttori sportivi facciamo una fatica incredibile per accompagnare sempre i nostri ragazzi in allenamento, perché è nel traffico ordinario che questi trovano le insidie maggiori».

E’ stata poi la volta della breve “tavola rotonda” che gli organizzatori della giornata avevano riservato a Felice Gimondi ed ai Professionisti Matteo Montaguti ed Alberto Contoli sui temi della sicurezza, quasi un confronto tra passato e presente, a cui poi si è aggiunto anche il decano dei direttori sportivi Giancarlo Ferretti.

Queste, in breve, le loro riflessioni.

Felice Gimondi:  «Bisogna ridare valore e stima ai volontari delle società ciclistiche di base, i quali, come nel mio caso, quando frequentavo l’oratorio di Sedrina, ti educano a crescere senza l’assillo del risultato. Ho sentito parlare in questa sede se sia più importante garantire la sicurezza o combattere il doping. La mia risposta è semplice: dobbiamo garantire la sicurezza, perché si può diventare grandi anche senza doping! Per le nostre manifestazioni abbiamo bisogno del conforto delle istituzioni, ma non riuscirò mai ad accettare che per la partita Atalanta-Brescia debbono essere mobilitati 700 agenti di Polizia, armati come dovessero andare in Afghanistan, mentre per la mia Gran Fondo non riescono a trovare nemmeno due agenti della Stradale. Le Gran Fondo sono un evento in cui occorre prima di tutto garantire la sicurezza e quelli che non sono in gradi di farlo, è ora che si dedichino a qualcos’altro. Servono circuiti protetti per i piccoli e misure di protezione per gli atleti in allenamento, ma personalmente sarei per proporre percorsi permanenti strada-pista-mountanbike, in cui i genitori possono permettersi di lasciare i loro figlioli per alcune ore. Recentemente hanno modificato il Codice della Strada introducendo l’obbligo delle bretelle rifrangenti per i ciclisti che circolano dopo il tramonto, ma è scandaloso che non abbiano imposto l’uso del casco,  quello sì importante per garantire la sicurezza dei ciclisti. Grazie infine ai volontari delle scorte e al lavoro condotto da Antonelli.

Alberto Contoli (Corridore Professionista del Team Colnago-CSF Inox): «Le insidie per noi Professionisti non sono le gare, ma gli allenamenti. Ormai siamo costretti a ricerche esasperanti per trovare strade poco trafficate. So che è quasi impossibile, ma tante volte penso a come sarebbe bello se potessimo essere accompagnati dalle motostaffette anche durante gli allenamenti».

Matteo Montaguti (Corridore Professionista del Team De Rosa): «Si spera sempre che non succeda niente, ma intanto aumenta il numero delle cicatrici sulla nostra pelle. Gli amici del G.S. Progetti Scorta pensano anche per noi corridori, forse troppo occupati a pensare solo alle questioni tecniche ed agonistiche. Ma io poi trovo sempre il modo di sdebitarmi nei confronti di Antonelli e del suo Gruppo, cercando di non mancare mai al Giorno della Scorta e al piacere di ascoltare le loro proposte.

Giancarlo Ferretti (Ex team manager); «Molti passi in avanti sono stati compiuti, e la sicurezza oggi, insieme alla qualità della Stradale e delle scorte tecniche, ha raggiunto livelli adeguati. Forse, quello che si potrebbe dire, è che nelle gare di tutti i giorni manca quel “mestiere” che invece ritrovi nelle scorte delle grandi corse, le quali conoscono meglio le esigenze dei direttori sportivi e della loro necessità di muoversi con le  ammiraglie tra i vari gruppi che compongono la gara e che spesso sono contraddistinti da distacchi piuttosto consistenti. Nella gare importanti la Stradale o la Gendarmeria sanno mettersi subito a tua disposizione per farti correre velocemente tra il gruppo e i fuggitivi, ma nelle gare minori questo non avviene ed occorre essere molto prudenti».

“Ambasciatore della sicurezza nel ciclismo” per l’anno 2011 è stato nominato Felice Gimondi, al termine di una breve cerimonia suggellata con la consegna a Gimondi, da parte del Vice Prefetto di Ravenna, della medaglia della Camera dei Deputati. Questa nomina, puramente onorifica, ha lo scopo  di coinvolgere persone note affinché i temi della sicurezza trovino maggiore ascolto e maggiore autorevolezza nel proporsi ai vari interlocutori istituzionali, sportivi, giornalistici e del mondo politico.

Nella motivazione della nomina è stato detto che,«Felice Gimondi, col suo senso della misura e  la fiducia in se stesso, è ancora oggi un emblema per i giovani che vogliano fare ciclismo, i quali debbono essere pronti a non “ubriacarsi” del successo e a non mollare di fronte all’amarezza della sconfitta. Perché nello sport è bello diventare campioni, ma è ancora più importante esserlo nella vita di tutti i giorni. Così come ci ha insegnato Felice Gimondi».

Dott. Raffaele Sirico (Vice Prefetto di Ravenna): «Come Prefettura siamo onorati di essere stati invitati a questa interessante iniziativa. Vi porto il saluto personale del Prefetto Riccardo Compagnucci, che all’ultimo momento è stato trattenuto da un inderogabile impegno d’ufficio. Egli comunque vi fa sapere che ha esaminato attentamente le proposte che il Giorno della Scorta ha presentato nella sua brochure e che quindi, nei prossimi giorni, il Prefetto di Ravenna intende organizzare un incontro tra le parti interessati (Provincia, Prefettura, Stradale e Progetti Scorta) per valutare la possibilità di: 1- realizzare un protocollo d’intesa tra Provincia, Polizia, Prefettura ed Enti sportivi, avente per obiettivo la semplificazione delle procedure per l’autorizzazione alle scorte tecniche ed il rilascio delle ordinanze di sospensione temporanea del traffico; 2 – valutare se il sistema trasmissivo digitale TETRA, operante in Emilia-Romagna, possa essere utilizzato per i collegamenti tra scorte tecniche e scorte di polizia, oltreché per i servizi di radio-corsa; 3 – interventi presso le scuola-guida per rendere consapevoli  gli aspiranti centauri di quelle che sono le insidie maggiori nell’uso della moto e che portano ad un alto tasso di mortalità. Incontri svolti congiuntamente dal Prefetto, Antonelli e Comandante della Stradale.

Margherita Cappelletti (Madre di Paolo Marelli – Corridore Juniores morto in gara nel 2005): «Abbiamo accettato l’invito ad essere qua perché avevamo sentito parlare molto bene di questa iniziativa, ma non era nostra intenzione prendere la parola. Ma dopo tutto quello che abbiamo ascoltato in questa sede lasciatemelo dire: oggi abbiamo respirato un’aria da fantaciclismo, che non conoscevamo. State facendo qualcosa di grande, non tanto per le cose in sé, ma perché vi state ponendo il problema di salvare delle vite. So che quando organizzate una gara, che rappresenta il sacrificio di un anno intero di lavoro, e magari quel giorno c’è un brutto temporale, con le strade sporche di foglie, so che rinunciare  alla gara è difficile, quasi impossibile…, ma vi scongiuro, pensate bene a quello che fate, perché quella rinuncia potrebbe salvare una vita. Ed infine, consentitemi questo sfogo: voi che vate organizzato questa bellissima iniziativa, fate sentire la vostra voce non solo in Emilia-Romagna, ma ovunque!».

Roberto Marelli (Padre di Paolo Marelli) – «Così come ho sentito dalla portavoce dal Comost e  da Antonelli, via tutti i campanilismi e lavoriamo assieme per la sicurezza, perché c’è di mezzo la vita dei nostri figli. Lo sport è vita, preoccupiamoci quindi della vita dei ragazzi.»

Dott. Giordano Biserni (Presidente ASAPS – Associazione Amici della Polizia Stradale): «Oggi ho assistito ad un autentico festival delle emozioni. E credo che il G.S. Progetti Scorta, nell’organizzare questo evento, abbia superato se stesso. Per proteggere i ciclisti in generale, nel nostro Paese non si fa abbastanza in rapporto ai benefici dati dal trasporto a due ruote. Ma per i motociclisti, siamo ad un livello di un autentico massacro: in 10 anni abbiamo avuto 14.293 morti e 860.520 feriti, di cui 80.000 invalidi irreversibili. Negli ultimi anni è stato dimezzato il numero degli incidenti stradali, ma quello relativi ai motociclisti è addirittura cresciuto. Non ci siamo, così non va, e non possiamo continuare col proporre moto potentissime a gente che non sono del Valentino Rossi, ma solo gente comune. Dobbiamo costruire una cultura diversa, dove chi vuole “sfogarsi” va in pista, e chi invece vuole girare sulle strade lo fa con molto buon senso. Alla Polizia Stradale mancano 14.000 agenti. Un guaio grosso per il controllo del territorio e l’invito alla disciplina. Polizia e ciclismo hanno alle spalle una lunga storia di passione comune. Lasciatemi quindi concludere anche con il ricordo degli agenti della Stradale che hanno perso la vita in servizio, ed in particolare, vista la sede odierna, degli agenti Pierluigi Giovagnoli e Mauro Giovannini che hanno perso la loro vita mentre erano di scorta ad una gara ciclistica»

Premio Sicurezza – La giornata si è conclusa con la cerimonia del Premio Sicurezza, assegnato quest’anno al “Dipartimento e ai volontari della Protezione Civile”. Una attribuzione sottolineata da una autentica ovazione dei presenti, e che nella  lettura della motivazione è stata spiegata come una scelta solo formalmente attribuibile al G.S. Progetti Scorta, ma di fatto “imposta” dagli organizzatori, perché nessuno di loro organizza più manifestazioni senza l’impiego dei volontari di P.C.,  a presidio dei percorsi di gara, specie dopo che molti di questi si sono abilitati come Addetto alle segnalazioni aggiuntive.

Il Dott. Elvezio Galanti, dirigente generale della Presidenza del Consiglio, venuto appositamente da Roma per ritirare il Premio, ha detto: «Questo Premio, di cui siamo particolarmente orgogliosi, è frutto del nostro sapere “fare squadra” e del nostro essere una grande famiglia, dove il volontariato è divenuto una parte importantissima del nostro sistema di P.C., dove primeggia la capacità di sapersi organizzare nei territori, sempre pronti per ogni evenienza. E benché ritirato dal Dipartimento, questo è il Premio di tutti i nostri volontari. E a dimostrazione di quanto questo Premio sia per noi prestigioso, annuncio che la targa del Premio e la Medaglia del capo dello Stato che l’accompagna, saranno collocate nella sede del Dipartimento, sotto la bandiera ufficiale della P.C. ed accanto alle due medaglie al Valore Civile che la stessa ha saputo  meritarsi nel tempo.

Durante i lavori del Giorno della Scorta, è stato dato spazio anche ad alcune premiazioni. Quella degli Esordienti del G.C. Fausto Coppi di Cesenatico (Martina Mercadini, Asia Fornari, Luigi Falanga, Daniele Di Giulio, Federico Orlandi e Alex Celli),  dello Juniores Luca Pacioni (S.C. Sidermec-F.lli Vitali) ed il suo D.S. Giovanni Brunelli.

Ha condotto i lavori, con abilità e competenza, Andrea Berton, giornalista e noto commentatore televisivo di Eurosport.

E’ intervenuto anche il direttore di TuttoBici Pier Augusto Stagi, con il compito di condurre l’intervista a Felice Gimondi e ai Professionisti Montaguti e Contoli.

Hanno seguito i lavori la troupe televisiva di RAI/3 con Mino Farolfi e quella di  “Nuova Rete – 7 Gold”, quest’ultima incaricata, tra l’altro, della realizzazione di un CD con la registrazione completa della manifestazione, che gli organizzatori del G.S. Progetti Scorta metteranno gratuitamente a disposizione di quanti ne faranno richiesta.

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