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Come avevamo previsto nel pieno della bufera, Renato Di Rocco dopo aver abbassato i toni, che da parte sua non si erano mai alzati, ha lasciato passare qualche settimana e poi ha annunciato una nuova e più stretta collaborazione con la Procura Antidoping del CONI diretta da quell'Ettore Torri che aveva definito "tutti dopati" i corridori ciclisti.

La base è ancora indignata per le parole di Torri, ma il vertice ha già dimenticato tutto e, ancora una volta, si dimostra incapace di difendere il ciclismo e troppo a braccetto con il CONI.

Non è più una novità che Di Rocco tra Federazione e CONI parteggi per il CONI e tra Federazione e UCI non voglia andare in contrasto con l’UCI.  

FCI a braccetto con il CONI: tempi maturi per un nuovo sindacato corridori ?

Come avevamo previsto nel pieno della bufera, Renato Di Rocco dopo aver abbassato i toni, che da parte sua non si erano mai alzati, ha lasciato passare qualche settimana e poi ha annunciato una nuova e più stretta collaborazione con la Procura Antidoping del CONI diretta da quell’Ettore Torri che aveva definito “tutti dopati” i corridori ciclisti.

La base è ancora indignata per le parole di Torri, ma il vertice ha già dimenticato tutto e, ancora una volta, si dimostra incapace di difendere il ciclismo e troppo a braccetto con il CONI.

Non è più una novità che Di Rocco tra Federazione e CONI parteggi per il CONI e tra Federazione e UCI non voglia andare in contrasto con l’UCI.   Anche il vice presidente Gianni Somarriva, nel corso del suo apprezzato intervento all’Assemblea Elettiva del Piemonte, ha evidenziato questo aspetto “… il problema di Di Rocco è che è troppo amico di Petrucci” e poi ancora, parlando dei problemi con l’UCI, ha detto:”Io ho fatto presente queste cose a Di Rocco che però mi ha risposto che andasse all’UCI a dire ciò che deve lo manderebbero via subito”. Inutile dire che queste parole di Sommariva sono state applauditissime dalla platea.

Innanzitutto chiariamo che dall’UCI, ricoprendo una carica elettiva, nessuno può mandarlo via fino alle prossime elezioni. Poi, ci chiediamo quale sia l’utilità di un Presidente che nelle opportune sedi nazionali (CONI) e internazionali (UCI) non riesce a fare la voce grossa, ma che, anzi, diventa un agnellino mansueto.

Che dire poi dell’ACCPI ? Dopo la ovvia sommossa iniziale, cultimata in una protesta tanto simbolica quanto inefficace, si è guardata bene dal contestare questa nuova collaborazione. Del resto, ci risulta difficile pensare che Amedeo Colombo, presidente ACCPI, possa andare contro alla politica di Di Rocco, dal momento che nella zona di Varese è stato uno dei suoi più importanti sostenitori.

Nel calcio, proprio in questi giorni, sta nascendo un nuovo sindacato che andrà a rompere il monopolio della A.I.C (Associazione Italiana Calciatori) e che vanta già numerosi iscritti. Ci chiediamo se anche nel ciclismo non sia giunta l’ora di fare nascere un sindacato alternativo all’ACCPI, troppo immobile,e troppo legata ai cosiddetti “poteri forti” (Federazione e organizzatori), per provare a migliorare le cose.

Chissà che sull’onda dell’emulazione, anche nel ciclismo si possa fare qualcosa di buono, pensando ogni tanto anche ai corridori …

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