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L’avvocato Federico Scaglia dell’ACCPI, al microfono di “Striscia la Notizia”, ha replicato alle affermazioni del pentito. Sicuramente Scaglia è stato molto bravo ad esporre i numeri che testimoniano come, a livello professionistico, nel ciclismo vengano fatti controlli in gara e soprattutto fuori gara, è stata ribadito che i corridori sono soggetti alla reperibilità 365 giorni all’anno e che il costo dei controlli grava sui corridori stessi, sui gruppi sportivi e sugli organizzatori. Scaglia, intervistato da Max Laudadio, ha poi invitato tutti i telespettatori ad andare a vedere una corsa ciclistica, sottolineando che il ciclismo è gratuito. Complimenti per il bello spot del nostro amato sport, ma qualcosa non torna.

Il “pentito” aveva parlato di ragazzini, di juniores, di dilettanti e di amatori, cosa c’entrano quindi i professionisti ? Nulla, ma è stata comunque un bella pubblicità.

Caso “Striscia”: Scaglia risponde al “pentito”, ma va fuori tema

L’avvocato Federico Scaglia dell’ACCPI, al microfono di “Striscia la Notizia”, ha replicato alle affermazioni del pentito. Sicuramente Scaglia è stato molto bravo ad esporre i numeri che testimoniano come, a livello professionistico, nel ciclismo vengano fatti controlli in gara e soprattutto fuori gara, è stata ribadito che i corridori sono soggetti alla reperibilità 365 giorni all’anno e che il costo dei controlli grava sui corridori stessi, sui gruppi sportivi e sugli organizzatori. Scaglia, intervistato da Max Laudadio, ha poi invitato tutti i telespettatori ad andare a vedere una corsa ciclistica, sottolineando che il ciclismo è gratuito. Complimenti per il bello spot del nostro amato sport, ma qualcosa non torna.

Il “pentito” aveva parlato di ragazzini, di juniores, di dilettanti e di amatori, cosa c’entrano quindi i professionisti ? Nulla, ma è stata comunque un bella pubblicità.

Scaglia ha però detto una bugia, cioè che in tutte le gare della Federazione i primi tre classificati vengono controllati dall’antidoping: falso. La stragrande maggioranza delle gare ciclistiche minori (giovanili, juniores e dilettanti) non hanno il controllo antidoping, ma non solo. Molti organizzatori, anche di gare a tappe, lamentano il fatto che nelle loro manifestazioni non venga effettuato alcun controllo antidoping, è il caso, ad esempio, del Giro delle Valli Cuneesi o dell’importante Giro della Valle d’Aosta.

Come ha detto lo stesso Scaglia, i controlli più efficaci sono quelli effettuati fuori gara, bene, nel ciclismo “minore” non si effettuano controlli fuori competizione.

Ribadiamo che Scaglia ha fatto benissimo ad esporre queste argomentazioni, a favore del ciclismo, ma, purtroppo, non è stato sul tema, non riuscendo così a fugare i dubbi di coloro che, dopo le dichiarazioni del “pentito”, si erano fatti un’idea ben precisa sul ciclismo.

Speriamo che la Federazione sappia fare qualcosa per rispondere, con i fatti, alle accuse del “pentito”, anche perché quest’assenza di risposte potrebbe farci pensare che in fondo l’incappucciato abbia ragione.

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