Egregio Presidente Soragni,

ho deciso di scriverle dopo aver letto il verbale della riunione del gruppo “Più sicurezza alle corse ciclistiche”. Il quadro che esce della Commissione Sicurezza, da lei presieduta, è pessimo. Mi piacerebbe trovarmi di fronte ad un interlocutore scarsamente intelligente, come purtroppo ce ne sono tanti nel ciclismo, che magari è stato premiato dopo anni di fedeltà con la presidenza di una Commissione nonostante non abbia le doti per poterlo fare. Invece, nel suo caso, mi trovo di fronte ad una persona intelligente e preparata che fa il sindaco e che è quindi abituato al confronto con la gente per risolvere i problemi.  Non c’è bisogno che glielo dica io, che un sindaco che non riesce a rispondere ai bisogni dei suoi cittadini ha la vita, politica, equiparata a quella di un povero gatto in autostrada.

La Commissione Sicurezza dorme: lettera aperta a Raimondo Soragni

Egregio Presidente Soragni,

ho deciso di scriverle dopo aver letto il verbale della riunione del gruppo “Più sicurezza alle corse ciclistiche”. Il quadro che esce della Commissione Sicurezza, da lei presieduta, è pessimo. Mi piacerebbe trovarmi di fronte ad un interlocutore scarsamente intelligente, come purtroppo ce ne sono tanti nel ciclismo, che magari è stato premiato dopo anni di fedeltà con la presidenza di una Commissione nonostante non abbia le doti per poterlo fare. Invece, nel suo caso, mi trovo di fronte ad una persona intelligente e preparata che fa il sindaco e che è quindi abituato al confronto con la gente per risolvere i problemi.  Non c’è bisogno che glielo dica io, che un sindaco che non riesce a rispondere ai bisogni dei suoi cittadini ha la vita, politica, equiparata a quella di un povero gatto in autostrada. Non conosco il suo modo di fare politica, personalmente voglio pensare che il sindaco di un comune piccolo, come è Finale Emilia, sia in mezzo alla gente e che i voti non si conquistino in campagna elettorale, ma durante l’anno facendo il bene per la propria gente. Purtroppo, questa attenzione ai problemi grandi e piccoli, che probabilmente lei ha nel suo ruolo di primo cittadino di Finale Emilia, non l’abbiamo vista nella sua attività di Presidente della Commissione Sicurezza. Mi sarebbe piaciuto incontrarla alle corse, mi sarebbe piaciuto vederla parlare con le varie componenti del ciclismo, mi sarebbe piaciuto che lei avesse portato avanti, nelle opportune sedi, le istanze del popolo del ciclismo. Le numerose proposte che stanno giungendo dal gruppo informale “Più sicurezza alle corse ciclistiche” sarebbero dovute arrivare da lei e dalla sua commissione in questi quasi due anni di mandato. Invece, sento che una delle proposte è quella di invitare i corridori ad occupare il lato destro della strada. Si rende conto che è una proposta tanto assurda quanto retrograda. Secondo lei, per aumentare la sicurezza in Formula Uno, sarebbe logico chiedere ai piloti di andare piano ? Un altro punto che mi sta particolarmente a cuore è quello relativo a “Zona Nicolò”. Nonostante lei sia Emiliano, come i promotori dell’iniziativa, dalla sua Commissione non è stato fatto praticamente nulla. Sarebbe stata sufficiente una proposta al Consiglio Federale di rendere obbligatoria la “Zona Nicolò”, attraverso le Norme Attuative del 2011, lasciando così all’organo politico la decisione se approvare o meno questa proposta di buon senso. Invece, in tanti mesi nulla è stato fatto. Se nulla è stato fatto, avendo già un’idea di cosa fare, credo che sia impossibile, da parte vostra, provare a risolvere i problemi della sicurezza nel ciclismo. Un Presidente di Commissione che si rispetti, a mio avviso, dovrebbe precipitarsi nei luoghi in cui si parla di sicurezza in modo da “rubare” i consigli che possono giungere da più parti e portarle avanti. Sarebbe bello, che i tesserati potessero essere informati periodicamente del lavoro che le Commissioni, come la sua, svolgono, in modo da poter premiare chi lavora e dare un metaforico calcio nel sedere a chi non fa nulla. Sono sicuro, che da sindaco lei non può che condividere questa visione. Mi chiedo allora perché la Commissione di cui è Presidente non brilla per efficienza, anzi, è tutt’altro che produttiva. Non pretendo una risposta, pretenderei, per una forma di rispetto nei confronti dei tesserati, che lei iniziasse a lavorare seriamente per aumentare la Sicurezza nel ciclismo o, in caso contrario, che alzasse bandiera bianca dimettendosi, lasciando spazio a chi ha più volontà e forse più capacità di lei ad operare in questo mondo.

Cordiali saluti.

Matteo Romano

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