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In questi giorni, dopo il servizio di “Striscia la Notizia” andato in onda il 2 novembre scorso  nell’ambiente ciclistico si sente una sola domanda:”chi è il pentito ?” Noi a questa domanda rispondiamo con un bel “chissenefrega”. Poco ci importa che si tratti di Gino, di Michele, di Gennaro o di Luis, quello su cui tutti ci si dovrebbe concentrare sul contenuto delle sue affermazioni.

Il “pentito” non ha generalizzato, come ha fatto il Procuratore Antidoping del CONI Ettore Torri, ha detto semplicemente quello  che qualcuno, non tutti, mettono in atto. Ci pare che l’uso sistematico del medicinale da parte della squadra sia anche quanto è emerso dall’inchiesta Bani. Il giovane atleta ha infatti riferito di avere ricevuto dalla squadra alcuni medicinali, a dire della squadra, leciti.

Il “pentito” ha evidenziato come il numero dei controlli nella categoria Juniores sia estremamente basso. Quest’affermazione ci è stata ripetuta a più riprese da persone addentro a questa categoria che lamentavano una carenza di controlli.

Tutti si chiedono chi è il “pentito”. Noi rispondiamo “chissinefrega” !

In questi giorni, dopo il servizio di “Striscia la Notizia” andato in onda il 2 novembre scorso  nell’ambiente ciclistico si sente una sola domanda:”chi è il pentito ?” Noi a questa domanda rispondiamo con un bel “chissenefrega”. Poco ci importa che si tratti di Gino, di Michele, di Gennaro o di Luis, quello su cui tutti ci si dovrebbe concentrare sul contenuto delle sue affermazioni.

Il “pentito” non ha generalizzato, come ha fatto il Procuratore Antidoping del CONI Ettore Torri, ha detto semplicemente quello  che qualcuno, non tutti, mettono in atto. Ci pare che l’uso sistematico del medicinale da parte della squadra sia anche quanto è emerso dall’inchiesta Bani. Il giovane atleta ha infatti riferito di avere ricevuto dalla squadra alcuni medicinali, a dire della squadra, leciti.

Il “pentito” ha evidenziato come il numero dei controlli nella categoria Juniores sia estremamente basso. Quest’affermazione ci è stata ripetuta a più riprese da persone addentro a questa categoria che lamentavano una carenza di controlli.

Il “pentito” ha evidenziato che la categoria “dilettanti” è la categoria nella quale si bruciano il maggior numero di ragazzi ,nel tentativo di far fare il salto di qualità. Non ci sembra un’eresia dire che ci sono squadre e corridori che in questa categoria si giocano il tutto per tutto. La fondatezza di queste affermazioni può trovare riscontro nel comportamento di molti Team Manager di formazioni professionistiche che tendono a scartare corridori, anche plurivittoriosi, provenienti da squadre “chiacchierate”. I corridori di queste squadre che riescono comunque a passare professionisti, difficilmente nella massima categoria colgono risultati degni di nota.

Il “pentito” ha poi affermato che nel mondo amatoriale circolano sostanze dopanti. Dov’è la novità ? Molte inchieste antidoping riguardano proprio il mondo amatoriale o delle palestre, non frequentate, ovviamente, da professionisti. Qualcuno di voi scommetterebbe sull’innocenza di tutti (non di alcuni) i cicloamatori o sicuramente qualcuno (non tutti) di loro proverà a barare ?

Il “pentito” afferma che per evitare di essere trovati positivi ai controlli ci si affida a medici-stregoni. Dov’è la novità ?

Il “pentito” fa poi il nome del medico Vittorio Bianchi, a giudizio in questi giorni,proprio grazie ad un servizio di Max Laudadio che ,con la complicità di un finto corridore, si è fatto prescrivere farmaci dopanti. Sembrerebbe che i legali di Bianchi, anziché provare a dimostrare la sua innocenza, abbiano accusato “Striscia” di intercettazioni non autorizzate.

Il “pentito” punta poi l’indice contro l’ipocrisia del mondo del ciclismo sul tema dei controlli. La fondatezza di questa affermazione è riscontrabile nelle dichiarazioni dei vari Di Luca, Riccò, Sella ecc. prima di essere trovati positivi. Tutti si dicevano contenti dei controlli e fieri di essere controllati come nessuno sport, salvo poi risultare positivi e addirittura ammettere l’uso di sostanze dopanti che probabilmente già assumevano quando si ergevano a paladini dell’antidoping. Se non è ipocrisia questa …

Veniamo ora alla reazione del mondo del ciclismo. Di Rocco ha presentato un esposto, giusto, dimostrando però una differenza di valutazioni rispetto al caso Torri. Torri ha generalizzato, il “pentito” ha raccontato ciò che qualcuno fa. La differenza è abissale. Ci saremmo aspettati da Di Rocco una risposta con tanto di numeri sui controlli, in competizione e fuori competizione, nelle varie categorie, dagli esordienti agli under 23.

Da più parti si esulta per questo esposto, quasi come se fosse una denuncia al “pentito”. In realtà un esposto è uno strumento giuridico ben diverso dalla querela. L’esposto chiede all’Autorità Giudiziaria di indagare su di un presunto reato. In questo caso il reato non lo ha commesso il “pentito”, eventualmente l’indagine coinvolgerà il mondo del ciclismo.

Il Procuratore Santilli, qualora Ricci e Laudadio gli concederanno un incontro, chiederà loro lumi sull’identità del “pentito” dal momento che non hanno esposto fatti a loro conoscenza, ma hanno solamente dato voce ad una terza persona. La risposta alla domanda che porrà Santilli, l’abbiamo già data: “chissenefrega”.

L’ACCPI si è finalmente svegliata, anche se la lettera ci lascia non poco perplessi. Nella lettera si parla di “giornalismo”, dimenticando che Striscia la Notizia è un programma di satira, nella lettera di parla di “rettifica” dimenticando che al massimo può essere concessa la replica. Poi, se anche l’ACCPI rispondesse con i numeri dei controlli a cui sono sottoposti i corridori professionisti nell’arco dell’anno, non sarebbe sufficiente per smentire che dalle categorie giovanili, fino alla massima categoria, ci sia qualcuno (si badi bene che il “pentito” non ha generalizzato) che bara.

“Striscia la Notizia” è un programma che dura da ventitre anni e si è sempre distinto per la credibilità dei servizi proposti, non crediamo che l’abbiano persa solo perché si sono occupati di doping nel ciclismo, più che altro pensiamo che siano gli innamorati di questo sport ad essere accecati, tanto da applaudire Antonio Ricci quando sventa truffe e da criticarlo quando parla di ciclismo. Suvvia, un po’ di coerenza.

Nella puntata di ieri, Ezio Greggio ha citato il fatto che la Federciclismo ha presentato un esposto all’Autorità Giudiziaria e lo stesso comunicato è stato inserito nel loro sito web alla voce “Striscia la replica”.

Insomma, Striscia ha fatto il suo dovere, chissà se lo hanno fatto, o lo faranno, anche gli organi dello sport ?

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