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Sabato scorso a Collecchio si è tenuta la seconda riunione del gruppo “Più sicurezza alle corse ciclistiche”. L’incontro, organizzato da Delphine Brunel, Adriano Dini e Andrea Peschi, con la moderazione di Leo Levati, padrone di casa, ha registrato una buona presenza di pubblico pensante nonché la presenza di due componenti della Commissione Sicurezza. L’intervento di Bruno Righetti ha lasciato incredula la platea:” In Commissione si fa solo che parlare, ad oggi la Commissione Sicurezza non ha un ruolo specifico, mi spiace e sono rammaricato del fatto che tutte le domande poste fino ad ora al Presidente Di Rocco non abbiano ricevuto risposta. Credo che sia importante insegnare ai corridori ad occupare solo il lato destro della strada, non devono pensare che da “Inizio gara” a “Fine gara” la strada sia solamente a loro disposizione. Ho sentito un componente della Commissione dire che da Inizio Gara a Fine Gara c'è la gara e  se un ciclista sbatte contro un'auto, l'importante è accertarsi che il veicolo sia fermo. Allora i problemi esistono solo quando succede qualcosa, ma siamo nel giusto ?”.

Sicurezza: tante proposte e una Commissione completamente assente

Sabato scorso a Collecchio si è tenuta la seconda riunione del gruppo “Più sicurezza alle corse ciclistiche”. L’incontro, organizzato da Delphine Brunel, Adriano Dini e Andrea Peschi, con la moderazione di Leo Levati, padrone di casa, ha registrato una buona presenza di pubblico pensante nonché la presenza di due componenti della Commissione Sicurezza. L’intervento di Bruno Righetti ha lasciato incredula la platea:” In Commissione si fa solo che parlare, ad oggi la Commissione Sicurezza non ha un ruolo specifico, mi spiace e sono rammaricato del fatto che tutte le domande poste fino ad ora al Presidente Di Rocco non abbiano ricevuto risposta. Credo che sia importante insegnare ai corridori ad occupare solo il lato destro della strada, non devono pensare che da “Inizio gara” a “Fine gara” la strada sia solamente a loro disposizione. Ho sentito un componente della Commissione dire che da Inizio Gara a Fine Gara c’è la gara e  se un ciclista sbatte contro un’auto, l’importante è accertarsi che il veicolo sia fermo. Allora i problemi esistono solo quando succede qualcosa, ma siamo nel giusto ?”.

Il quadro che ne esce è disastroso: una commissione assente, la cui unica attività è quella di parlare. Un Presidente, Di Rocco, che non risponde neppure alle istanze formulate da una commissione nominata da lui. Non crediamo che una commissione seria possa proporre, per risolvere il problema della sicurezza, di educare i corridori ad occupare il lato destro della strada. La Commissione Sicurezza dovrebbe prevenire, non  mettersi al riparo andando a vedere se l’auto era ferma o in movimento.

Anche Claudio De Angeli, componente dimissionario della Commissione Sicurezza, ha dichiarato:” L’ultima riunione della Commissione Nazionale Sicurezza è avvenuta il 18 dicembre 2009: “Vegeta da quasi un anno e chiedo che venga ripristinata subito.”

Meriterebbe sicuramente un’analisi seria la proposta di aprire un tavolo di discussione con il ministero per la concessione, a prezzo simbolico, delle frequenze VHF da utilizzare per le gare ciclistiche. Ricordiamo che le attuali frequenze, in uso al CCP, furono introdotte grazie a Claudio Santi, Direttore CCP durante la Presidenza Ceruti, che andò a sanare, in accordo con il Ministero, una situazione fino ad allora piratesca. In tutti questi anni nulla è stato fatto per provare ad estendere queste agevolazioni sulle concessioni anche alle corse dilettantistiche.

Un altro aspetto importante proposto a Collecchio riguarda la responsabilizzazione degli organizzatori. La Federazione, anche su questo punto, è stata totalmente assente, infatti, anni fa, è stato addirittura abolito il rapportino del Presidente di Giuria. Le ammende non inoltre sono adeguate: ci sono carenze organizzative per le quali la sanzione è molto inferiore al risparmio derivante dalla violazione. Ad esempio, se un organizzatore non ha la transennatura regolamentare ha una sanzione che è decisamente inferiore al risparmio avuto dal non rispetto delle regole. L’anno prossimo verrà riscritto il Regolamento, ma questo aspetto non sarà toccato e così chi infrangerà le regole avrà un risparmio.

La Federazione dovrebbe anche pensare di andare a riconoscere, in maniera ufficiale, tutte quelle categorie che prendono parte alla gara ciclistica: motostaffette, autisti, cambi ruote, radio corsa ecc. . Solo partendo dal riconoscimento di queste figure sarà possibile migliorarsi, non è sicuramente facendo finta di nulla che la sicurezza potrà migliorare.

Visti i rapporti che Di Rocco si vanta di avere con la RAI, sarebbe opportuno proporre all’emittente di stato la realizzazione di spot pubblicità progresso, al fine di sensibilizzare gli automobilisti sul comportamento da tenere in occasione di una gara ciclistica,da trasmettere all’interno di programmi non sportivi, per arrivare così agli altri utenti della strada.

Nel corso di questo incontro si sono susseguite numerose proposte, tutte meritevoli di attenzione.

Una Federazione seria, con l’obiettivo di migliorare il ciclismo e non di “tirare a campare”, dovrebbe assegnare alla Commissione sicurezza il compito di valutare le iniziative proposte, pubblicando, ogni mese, un comunicato che aggiorni tutti sullo stato dei lavori. Purtroppo, in questa Federazione troppe idee, anche buone, si perdono nella burocrazia romana. Nessuno è in grado di controllare il lavoro delle Commissioni che così possono nascondersi, parlando, parlando, parlando e non producendo nulla di concreto.

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