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Non c’è proprio pace per il ciclismo, dopo le dichiarazioni di Ettore Torri che aveva detto senza mezzi termini che tutti i ciclisti sono dopati, ieri sera, il TG satirico di Canale 5, Striscia la Notizia, ha ospitato un corridore “pentito” che ha fatto uso di sostanze dopanti e che ora, per motivi di salute, non ne fa più uso.

Il programma di Antonio Ricci è stato seguito da 6.423.000 spettatori con uno share del 21,06 %. Il pentito, con chiaro accento toscano, al microfono del bravo Max Laudadio, ha puntato l’indice contro il Presidente Di Rocco, dicendo senza giri di parole:” Il problema di base è che il Presidente della Federazione Ciclistica, Di Rocco, chiuda gli occhi su questa situazione, perché in una stagione intera di corse i controlli non ci sono: tre, quattro controlli al massimo”.

Finalmente Di Rocco è arrivato a trasmissioni di primo piano del panorama televisivo, anche se forse non è stato trattato così bene come si aspettava.

Davanti a 6.430.000 spettatori il “pentito” accusa Di Rocco: il Presidente tace.

Non c’è proprio pace per il ciclismo, dopo le dichiarazioni di Ettore Torri che aveva detto senza mezzi termini che tutti i ciclisti sono dopati, ieri sera, il TG satirico di Canale 5, Striscia la Notizia, ha ospitato un corridore “pentito” che ha fatto uso di sostanze dopanti e che ora, per motivi di salute, non ne fa più uso.

Il programma di Antonio Ricci è stato seguito da 6.423.000 spettatori con uno share del 21,06 %. Il pentito, con chiaro accento toscano, al microfono del bravo Max Laudadio, ha puntato l’indice contro il Presidente Di Rocco, dicendo senza giri di parole:” Il problema di base è che il Presidente della Federazione Ciclistica, Di Rocco, chiuda gli occhi su questa situazione, perché in una stagione intera di corse i controlli non ci sono: tre, quattro controlli al massimo”.

Finalmente Di Rocco è arrivato a trasmissioni di primo piano del panorama televisivo, anche se forse non è stato trattato così bene come si aspettava.

Il quadro che ha tracciato il pentito, è decisamente inquietante. Non crediamo che ciò che lui ha descritto sia valido per la totalità dei praticanti, tuttavia è innegabile che ci sia, nel ciclismo, chi opera come descritto al microfono di “Striscia”.

E’ accaduto per il caso Bani, quando un dirigente della squadra ha ammesso di somministrare al giovane farmaci, a suo dire, leciti. Ma è lecito somministrare farmaci ad un giovane corridore sano?

Il ciclismo è uno sport di fatica e quindi è inevitabile che il doping possa essere visto da qualcuno come una ricetta miracolosa per superare i propri limiti fisici. Non crediamo che la colpa sia di Di Rocco, anche se i controlli antidoping nelle categorie dilettantistiche e giovanili lasciano molto a desiderare, dal momento che vengono effettuati solamente in competizione e, come abbiamo dimostrato, quelli dopo gara sono in assoluto quelli meno efficaci. Pensiamo che al Giro della Valle d’Aosta, una delle corse più importanti a livello dilettantistico, non è stato effettuato nessun controllo antidoping.

Di Rocco non ha mai affrontato seriamente il problema, demandando sempre ad altri (CONI, Uci, Wada ecc) questo compito. Pur condannando, a parole, le pratiche dopanti non ha mai proposto qualcosa di efficace per colpire chi bara, soprattutto nelle categorie minori.

Staremo a vedere se le parole del pentito avranno degli strascichi nel mondo del ciclismo, staremo a vedere se il procuratore federale Santilli sarà rapido come nel caso Visconti a sentire Antonio Ricci e Max Laudadio come persone informate sui fatti. Staremo a vedere se Di Rocco vorrà rispondere a queste pesanti accuse.

Per ora, il Presidente Di Rocco, tanto per cambiare, tace, in fondo cosa sarà mai essere “sputtanato” davanti a oltre 6.000.000 di spettatori ?

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