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Per gli appasionati del ciclismo e per gli affezzionatissimi della Riviera Ligure, non è una bella notizia. Dopo 16 anni di attività sportiva svolta sotto il profilo organizzativo, gli inossidabili Luisa e Franco, hanno comunicato a Pietra Ligure, in occasione dell’ultima Gran Fondo, l’intenzione di sospendere gli sforzi organizzativi.Conoscendoli e conoscendo la loro passione, è chiaro che troviamo difficile credere a quanto detto e moltissimi, tra i presenti, stentano ad accettare quello che oramai appare deciso. Leggiamo insieme lo scritto con il quale Luisa Bianchi, presidente del Pegaso Team, ha comunicato questa sua sofferta decisione.

Dopo 16 anni e 499 gare organizzate il Pegaso Team dice basta

Per gli appasionati del ciclismo e per gli affezzionatissimi della Riviera Ligure, non è una bella notizia. Dopo 16 anni di attività sportiva svolta sotto il profilo organizzativo, gli inossidabili Luisa e Franco, hanno comunicato a Pietra Ligure, in occasione dell’ultima Gran Fondo, l’intenzione di sospendere gli sforzi organizzativi.Conoscendoli e conoscendo la loro passione, è chiaro che troviamo difficile credere a quanto detto e moltissimi, tra i presenti, stentano ad accettare quello che oramai appare deciso. Leggiamo insieme lo scritto con il quale Luisa Bianchi, presidente del Pegaso Team, ha comunicato questa sua sofferta decisione.

 

La nostra è stata una decisione davvero sofferta, perché dopo 16 anni in cui abbiamo dedicato la nostra vita all’organizzazione del ciclismo e da 30 in questo sport, ci siamo resi conto che allo stato attuale non è più possibile proseguire un discorso sportivo, né con gli Enti (nel nostro caso la Federazione), né con la burocrazia, che, in molti casi, nasconde il suo rifiuto verso i ciclisti, dietro un “non so se si potrà fare” quando sappiamo benissimo sino a dove può arrivare l’organizzatore e sino a dove deve arrivare la burocrazia; e quindi, inesorabilmente ad ogni occasione, comincia la crociata dell’organizzatore, contro l’ottusità delle “scrivanie”

Ogni sorta di responsabilità sta ricadendo ingiustamente sulle spalle degli organizzatori: responsabilità che gli competono ( e ne è consapevole) ma anche responsabilità che non gli competono.

Le tasse gara che aumentano in modo esponenziale perché bisogna far sopravvivere i Comitati Regionali ( il decentramento e l’autonomia servono a questo) e quindi oltre le tasse gara, anche il pesante fardello economico per il comitato, perché “casa madre” non sovvenziona più…..”non ce n’è”, dicono.

L’assicurazione che si fa rincorrere ogni qualvolta accade un sinistro.

I ciclisti stessi che stanno rovinando le gare e le Gran Fondo in particolare, con il loro “essere clandestini” nella manifestazione ( a questo proposito suggerirei all’Ente o Federazione di fare cartello contro questo indignitoso modo di comportarsi), e non sarò certo io a suggerirne un sistema anche se un’idea l’avrei, ma ricordiamoci che la risposta di queste persone – “la strada è di tutti!”- non regge all’interno delle macchine INIZIO e FINE gara, perché quel tratto, in quel momento, è privato ! Senza contare che, in caso di incidente con ciclisti regolarmente iscritti, si rendono responsabili dell’accaduto … ma quando succede, anche su questo la colpa è dell’organizzatore che doveva accertarsi che non vi fossero estranei in gara. Oltre a questo, i “clandestini” si fermano ai ristori, al pasta party, riempendosi le tasche di prodotti idrici ed alimentari, lasciando davvero poco agli iscritti e logicamente usufruendo dei servizi tutela strade a loro NON CERTO riservata; voi direte che è sufficiente non dargliene….non è così facile! Anche a queste persone, poco corrette, la sottoscritta ha deciso di non offrire più nemmeno questa opportunità.

Che dire di quando si ha bisogno di risolvere un problema tecnico e si interpellano gli addetti ai lavori? Piuttosto che risponderti  -“guardi, non ne sono sicuro, mi informo e poi le dico” -, ti dicono subito “NO, NON SI PUO’ FARE” e tu ricominci da capo dovendo dimostrare che invece si può, perché la legge lo prevede, perché i regolamenti lo recitano, solo allora, dopo che il fegato bussa forte, riesci a strappare un si.

Tutto questo non so come definirlo; ignoranza di “scrivania”? poca volontà di dare una mano a questo sport?

Gli organizzatori devono continuamente tenersi aggiornati sulle modalità di esecuzione di una manifestazione, i loro “superiori” NO.

Gli organizzatori DEVONO sapere, gli altri NO.

Gli organizzatori sono quelli che devono andare in Tribunale a dare spiegazioni perché nessuno li tutela, le “scrivanie” NO.

Non parlo a nome degli altri, ma credo che questa sintomatologia cominci ad essere comune, tra gli sportivi comuni e fino a quando l’organizzatore, sarà additato come UNICO responsabile di tutto ciò che succede, presto altri organizzatori prenderanno la mia decisione.

Fino a quando si dovrà dribblare l’indifferenza di chi dovrebbe vegliare su di noi, l’ignoranza e il menefreghismo di chi è gerarchicamente sopra di noi, il ciclismo vedrà presto l’inizio della sua fine.

Pegaso team ha detto addio al settore organizzativo, non al ciclismo, perché ha sempre messo e mette a disposizione di tutte le società emergenti e non che lo richiederanno, la propria esperienza, il proprio aiuto.

–          Pegaso team lascia alle sue spalle, in 16 anni di attività:

–          427 gare minori ( MTB – Gare in Linea – cronometro – circuiti)

–          72 Gran Fondo ,  di cui alcune Nazionali ed Internazionali. 3 Campionati Italiani per i disabili, 7 Campionati mondiali per i disabili.

Vorrei che le grandi aziende produttrici di biciclette, riflettessero su quello che sta accadendo, vorrei si rendessero conto che è il mondo amatoriale quello che fa girare il mulino; sono gli amatori, quelli che investono nelle biciclette di ultimo grido, sono quelli che vestono capi accuratamente sinergici con le loro esigenze, sono sempre gli amatori che fanno amare il ciclismo ai loro figli, che li trascinano nel loro hobby e sperano, forse un giorno, che il loro campione possa avere tanti applausi.

E’ il popolo degli amatori, quello che vediamo per le strade, che partecipano, che sudano e sacrificano il tempo della famiglia; ma loro hanno mille ostacoli, gli altri NO.

Perdonate l’amaro sfogo, ma io stessa e Franco, soffriamo terribilmente questa decisione perché oramai questa attività era parte integrante della nostra vita, ma molte volte il buon senso e la ragione, devono essere consapevoli di ciò che accade e non sempre, sfidare la sorte è positivo.

Ringrazio pubblicamente tutti coloro che in questi anni ci hanno onorati della loro presenza, i Giornali che hanno parlato di noi, le Amministrazioni Comunali, Provinciali e la Regione Liguria, tutti coloro che in noi hanno creduto, in particolare le forze dell’Ordine e le Protezioni Civili, il mio fantastico Staff.

Un abbraccio a coloro che durante la mia comunicazione si sono fatti scappare una lacrima … che ho visto e che conserverò nel cuore a testimonianza del vostro vero affetto:

Luisa e Franco – PEGASO TEAM


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