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Ancora una volta, come avevamo previsto, gli ascolti del ciclismo in televisione sono stati molto bassi. La presentazione del Giro d’Italia, in onda su Rai Tre dalle 17 alle 18, ha totalizzato 516.000 spettatori con uno share del 4,66%. L’anno scorso la presentazione del Giro fu il programma meno visto del pomeriggio e quest’anno sono riusciti a fare addirittura peggio, perdendo, rispetto all’anno scorso, 65.000 spettatori e l’1,26 % di share.

Per avere un ordine di grandezza, paragoniamo l’ascolto della presentazione del Giro d’Italia con quello ottenuto dal telefilm Perry Mason, in onda su Rete Quattro, 1.175.000 con uno share del 9,54 % e da Superman IV, in onda su Italia Uno, 1.458.000 con uno share del 9,43 %. TvTalk, programma di RaiEdu, in onda su Rai Tre poco prima della trasmissione sul Giro d’Italia, ha raggiunto 1.014.000 con uno share del 7,25 %.

Presentazione Giro in TV: l’audio è pessimo e … gli ascolti anche

Ancora una volta, come avevamo previsto, gli ascolti del ciclismo in televisione sono stati molto bassi. La presentazione del Giro d’Italia, in onda su Rai Tre dalle 17 alle 18, ha totalizzato 516.000 spettatori con uno share del 4,66%. L’anno scorso la presentazione del Giro fu il programma meno visto del pomeriggio e quest’anno sono riusciti a fare addirittura peggio, perdendo, rispetto all’anno scorso, 65.000 spettatori e l’1,26 % di share.

Per avere un ordine di grandezza, paragoniamo l’ascolto della presentazione del Giro d’Italia con quello ottenuto dal telefilm Perry Mason, in onda su Rete Quattro, 1.175.000 con uno share del 9,54 % e da Superman IV, in onda su Italia Uno, 1.458.000 con uno share del 9,43 %. TvTalk, programma di RaiEdu, in onda su Rai Tre poco prima della trasmissione sul Giro d’Italia, ha raggiunto 1.014.000 con uno share del 7,25 %.

Dimostrato con i numeri l’ennesimo flop del ciclismo targato RAI, non ci stupiamo più di nulla se non della manifesta ottusità creativa dei vertici di Rai Sport che dimostrano di non riuscire a vedere più in là del loro naso. Auro Bulbarelli, soporifero da commentatore, non ha abbandonato questa sua caratteristica ed ha proposto, in qualità di coordinatore, un programma d’altri tempi. La televisione del 2010 propone scenografie dai colori sgargianti, per questa presentazione si è scelto il nero, da molto tempo in televisione non si vedeva una scenografia così brutta.  Stendiamo un velo pietoso sul look di Alessandra De Stefano, sempre peggio nel ruolo di conduttrice, soporifera e mai attenta alle dinamiche dello show, quando riuscirà ad abbandonare l’auricolare con il quale viene telecomandata sarà già un grande successo.  A proposito, per il futuro, proponiamo una colletta per acquistarle una cartelletta come ogni presentatore serio. Un’altra “bulbarellica” creatura è Beppe Conti, ottimo giornalista, ma che con il suo “bianco e nero” non può sperare di alzare gli ascolti, o, quanto meno. interessare al pubblico di una trasmissione del 2010. Gli opinionisti sono stati tutti incolori, dai corridori, sempre scontati, agli opinionisti tecnici. Forse qualcuno ieri ha capito perché i corridori non vengono mai intervistati in trasmissioni extraciclistiche. Nessuno di loro ha dato uno spunto interessante che andasse oltre a “E’ un Giro bellissimo”. Nell’unico momento in cui si sarebbe potuto accendere qualcosa, Alessandra De Stefano ha subito fatto da pompiere spegnendo la sottile fiammella che aveva acceso Silvio Martinello provocando i corridori, in particolare i velocisti. Questa presentazione ci è sembrata più autocelebrativa che mai, con l’intervento del Direttore di RaiSport De Paoli, con il discorso del Direttore de “La Gazzetta dello Sport”, con la solita presentazione di Zomegnan e per finire con il servizio promozionale su RaiTrade.

Anche i mezzi tecnici hanno lasciato a desiderare, dal momento che per quasi metà trasmissione l’audio ha funzionato a singhiozzo, rendendo praticamente incomprensibile buona parte dell’analisi delle tappe di Francesco Pancani e Angelo Zomegnan.

L’anno scorso ci chiedemmo se gli autori di questa trasmissione seguano con regolarità la televisione, quest’anno potremmo farci nuovamente la stessa domanda e darci anche la stessa risposta. A noi, e forse a tanti altri, sarebbe piaciuto uno show, come avveniva qualche anno fa, con stacchi musicali, colori, ritmo, e po’ di verve da parte degli opinionisti. Una delle regole fondamentali della televisione contemporanea è quella di ospitare persone che sostengono tesi contrapposte, in modo tale che lo spettatore possa riconoscersi in una delle due parti e di seguire così con maggiore interesse il programma.

In questo caso sia gli opinionisti sia i corridori erano concordi nel dire che “E’ un Giro bellissimo”, perché seguire, o perché fare, un programma televisivo in cui tutti sono concordi su un’unica tesi ?

Questi sono i misteri della RAI, se questo è il ciclismo in Tv, comprendiamo sempre di più perché a Mediaset il Ciclismo, neppure il Giro d’Italia, non interessa, così come a Sky. Queste due emittenti devono produrre utili attraverso le trasmissioni e così non possono permettersi il lusso di avere una trasmissione in diretta e in esterna che non raggiunge neppure l’audience di Perry Mason o Superman IV.

Il ciclismo è uno sport in difficoltà, a causa dei suoi mali, ma dalla televisione di stato è arrivato fino ad ora solo un salvagente, utile a non affogare, ma inadatto a metterlo in salvo. Fino a che il ciclismo non la smetterà di trasformare ogni flop in un successo, non potrà mai migliorarsi e non potrà capire cosa vuole il pubblico.

Uno sport, come un’emittente televisiva, che non sa andare verso il pubblico è uno sport morto.

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