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Nessun ritardo, nessuna protesta plateale, solo informazione. E’ questa la decisione di Assocorridori, C.P.A. Assogruppi, A.I.Me.C. e Adispro che hanno deciso di utilizzare il Giro di Lombardia per una campagna informativa per fare conoscere i controlli a cui sono sottoposti i corridori.

Nutriamo sinceramente qualche dubbio sull’efficacia di questa iniziativa, poiché non ha senso rivolgersi al pubblico presente al Giro di Lombardia poiché, con tutta probabilità, saranno tutti appassionati di ciclismo che già conoscono queste argomentazioni. Sarebbe stato molto meglio acquistare una pagina sui principali quotidiani nazionali (p.es. Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa ecc.), o cercare ospitate in programmi televisivi non propriamente ciclistici, in modo da arrivare a tutti coloro che non seguono il ciclismo, ma sono magari i primi a criticarlo per l’uso di doping.

Parlare a noi stessi, dicendo cose che tutti sappiamo, serve veramente poco.

Nessuno sciopero, solo un volantino. Protesta efficace ?

Nessun ritardo, nessuna protesta plateale, solo informazione. E’ questa la decisione di Assocorridori, C.P.A. Assogruppi, A.I.Me.C. e Adispro che hanno deciso di utilizzare il Giro di Lombardia per una campagna informativa per fare conoscere i controlli a cui sono sottoposti i corridori.

Nutriamo sinceramente qualche dubbio sull’efficacia di questa iniziativa, poiché non ha senso rivolgersi al pubblico presente al Giro di Lombardia poiché, con tutta probabilità, saranno tutti appassionati di ciclismo che già conoscono queste argomentazioni. Sarebbe stato molto meglio acquistare una pagina sui principali quotidiani nazionali (p.es. Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa ecc.), o cercare ospitate in programmi televisivi non propriamente ciclistici, in modo da arrivare a tutti coloro che non seguono il ciclismo, ma sono magari i primi a criticarlo per l’uso di doping.

Parlare a noi stessi, dicendo cose che tutti sappiamo, serve veramente poco.

Un altro aspetto del volantino che non condividiamo è quello relativo agli altri sport. Queste cinque associazioni, parlando degli altri, legittimano tutto il popolo ciclistico a guardare l’erba del vicino anziché la nostra.  Crediamo che le positività dei corridori restino tali indipendentemente dalle modalità di controllo negli altri sport.

Decisamente ottima, invece, l’idea di ricorrere al Garante per il rispetto del codice di comportamento del CONI per segnalare la violazione, da parte di Torri, di tre articoli del codice del CONI. Giusta anche l’idea di adire le vie legali nei confronti di Ettore Torri che con le sue affermazioni ha leso l’immagine di tutti i corridori e del ciclismo.

Speriamo che la combattività dimostrata in questa circostanza non sia solamente un comportamento di facciata, ma che, finalmente, si difenda il ciclismo come merita.

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