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Non si placa l’eco delle polemiche post allontanamento di Giannotti dalla CRCG dell'Emilia Romagna, proprio questa mattina il Presidente Di Rocco ha scritto una e-mail a Giannotti, inviandola per conoscenza a molti commissari emiliano romagnoli.

Avendo ricevuto questa e-mail da un soggetto anonimo, che ha infatti utilizzato un sistema anonimo di invio e-mail attraverso un server posizionato all’estero, non pubblicheremo la lettera  del Presidente Di Rocco che però si distingue sempre per scritti dal tono particolarmente arrogante. Non sappiamo se sia il mezzo dell’e-mail, non a lui gradito, oppure se sia proprio lui ad avere questo atteggiamento ogni qualvolta viene criticato.

Caso Giannotti: anche Di Rocco non conosce i regolamenti ?

Non si placa l’eco delle polemiche post allontanamento di Giannotti dalla CRCG dell’Emilia Romagna, proprio questa mattina il Presidente Di Rocco ha scritto una e-mail a Giannotti, inviandola per conoscenza a molti commissari emiliano romagnoli.

Avendo ricevuto questa e-mail da un soggetto anonimo, che ha infatti utilizzato un sistema anonimo di invio e-mail attraverso un server posizionato all’estero, non pubblicheremo la lettera  del Presidente Di Rocco che però si distingue sempre per scritti dal tono particolarmente arrogante. Non sappiamo se sia il mezzo dell’e-mail, non a lui gradito, oppure se sia proprio lui ad avere questo atteggiamento ogni qualvolta viene criticato.

Vogliamo però concentrarci sulla e-mail che lo stesso anonimo ha inviato al Presidente Di Rocco e a noi per conoscenza. Nonostante gli scritti anonimi non siano particolarmente positivi, in questo caso, non essendoci né insulti né comportamenti scorretti da censurare, abbiamo deciso di pubblicare comunque lo scritto, concentrandoci solo sul contenuto, lasciando perdere l’autore.


Egr. sig. Di Rocco,

neanche noi abbiamo il piacere di conoscerci bene, ma tuttavia mi sento di condivedere con lei alcune considerazioni relativamente al mondo del ciclismo.

Lo sappiamo bene tutti quanto la forma del nostro amico Giannotti spesso lasci a desiderare. Ed è così che è stato cacciato. O magari è stato così che si è fatto cacciare. Ma questo non è importante.

Anche per un dirigente la forma è importante. La forma e anche il contenuto. Quindi ci aspetteremmo, signor presidente, che un signore che ricopre la carica di presidente di comitato regionale rispettasse le regole. Che non scrivesse su un comunicato ufficiale che lui assume la carica di presidente della commissione regionale dei giudici di gara dell’emilia romagna.

Le riporto, a tal proposito, l’articolo 29 delle statuto federale:

ARTICOLO 29 – Le incompatibilità a ricoprire cariche elettive federali

1. Sono incompatibili fra di esse le cariche federali nazionali, regionali e provinciali che costituiscano di diritto o di fatto la situazione del controllore controllato.

Già che ci sono, signor presidente, le riporto anche  l’articolo 9 delle “NORME RELATIVE AL FUNZIONAMENTO INTERNO DELLE COMMISSIONI REGIONALI COMMISSARI DI GARA”, allegato del regolamento tecnico dei commissari di gara:

Art. 9) E’ assolutamente necessario che la Commissione effettui le designazioni in piena autonomia, non tenendo conto ne di eventuali segnalazioni, ne di preferenze di qualsiasi genere.

Bene, da ora quindi il presidente del comitato regionale emilia romagna, nella sua nuova e fiammante veste di presidente della commissione regionale giudici di gara dell’emilia romagna potrà effettuare le sue designazioni in piena autonomia, così la sua stretta collaboratrice nel consiglio federale non sarà più costretta a telefonare per fare pressioni in modo che alla gara organizzata dalla sua società siano inviati giudici “malleabili” che evitino di segnalare che mancavano le transenne.

Vede, signor presidente, le Società, le altre Società, quelle senza consiglieri federali, sanno valutare. E, mi creda, il malcontento è molto alto.

Magari, signor presidente, queste società vorrebbero sentirla parlare di bilanci federali (abbiamo ancora il “buco di Ceruti”?), di vicepresidenti in viaggio per l’Australia (a far che signor presidente?), di doping (da che parte sta signor presidente? Con l’UCI? Con il CONI? Con Torri? Con i corridori?)

I miei migliori auguri, signor presidente.

L’utilizzo di questo sistema non è dei più immediati soprattutto all’utente informatico medio, ma poco ci importa il nome di chi ha scritto questa e-mail indirizzata a Di Rocco, ci interessa molto di più il contenuto che evidenzia come una parte del popolo ciclistico possa essere insoddisfatta dell’operato dell’attuale presidenza. Piacerebbe anche a noi sentire parlare Di Rocco dei bilanci federali, degli sprechi, del doping, del calo degli ascolti televisivi oppure della fuga degli sponsor da questo sport.

Cercare il confronto su questi argomenti, per Di Rocco equivale a fare propaganda politica contraria a lui. Una persona sicura delle proprie argomentazioni sarebbe contenta di avere “provocazioni” su questi importanti temi, in modo da dimostrare, con i fatti, il buon operato della Federazione.

Di Rocco, sarà sicuro delle proprie argomentazioni ? Secondo noi no, e questo spiegherebbe la fuga o l’irritazione davanti a “provocazioni” su questi argomenti.

Chissà se Di Rocco ha scritto anche ad Ettore Torri con lo stesso tono e con stesse argomentazioni che ha utilizzato con il “pesce piccolo” Marco Giannotti? Ci viene il dubbio che possa essere forte con i deboli e debole con i forti, solo il futuro potrà chiarire questo nostro dubbio.

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