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Tante persone si sono in questi giorni espresse sulle dichiarazioni rilasciate da Ettore Torri, procuratore antidoping del CONI, e sull'attuale momento che sta vivendo il nostro ciclismo, nel quale troppi corridori negli ultimi anni sono incappati in questo "errore", mettendo, di fatto, in cattiva luce tutto questo bellissimo sport. Oggi ci ha scritto Claudio Santi, organizzatre della Sei Giorni delle Rose ed ex Direttore Generale del CCP. Nella sua disamina, come al solito puntuale, precisa e distaccata al punto giusto, Santi evidenzia come, negli anni, non siano arrivate dal mondo del Ciclismo, proposte concrete per risolvere il doping. Al di là delle indignazioni momentanee, quanto viene scoperto un corridore positivo, dei proclami o della proposta di radiazione, nessuno è mai stato in grado di suggerire una ricetta per provare a rompere quel cordone che da troppo tempo lega il ciclismo al doping. Leggiamo insieme il suo intervento:

Santi:”Il doping si combatte anche con idee e proposte”

Tante persone si sono in questi giorni espresse sulle dichiarazioni rilasciate da Ettore Torri, procuratore antidoping del CONI, e sull’attuale momento che sta vivendo il nostro ciclismo, nel quale troppi corridori negli ultimi anni sono incappati in questo “errore”, mettendo, di fatto, in cattiva luce tutto questo bellissimo sport. Oggi ci ha scritto Claudio Santi, organizzatre della Sei Giorni delle Rose ed ex Direttore Generale del CCP. Nella sua disamina, come al solito puntuale, precisa e distaccata al punto giusto, Santi evidenzia come, negli anni, non siano arrivate dal mondo del Ciclismo, proposte concrete per risolvere il doping. Al di là delle indignazioni momentanee, quanto viene scoperto un corridore positivo, dei proclami o della proposta di radiazione, nessuno è mai stato in grado di suggerire una ricetta per provare a rompere quel cordone che da troppo tempo lega il ciclismo al doping. Leggiamo insieme il suo intervento:

 

Caro Direttore,
Se Torri (Cristian) sostenesse che la Torre di Pisa pende, la Gazzetta lo metterebbe in prima pagina? Se non ho letto male ,Torri (CONI) ha detto che i corridori interrogati, dopo le varie balle a sostegno della loro innocenza, hanno confessato e sostenuto che lo fanno anche gli altri. E tutti i giorni ne salta fuori uno. Reazioni nuove (!): “andate a vedere gli altri e lasciateci stare” (!). La Gazzetta fa un titolone con la scoperta dell’acqua calda. Scusate, ma la novità? Mi sembra un articolo facile e risposte scontate, basterebbero copia \ incolla di 11 anni fa, di 6 anni fa, di 4 anni fa, di 2 anni fa ecc. ecc.

L’unica cosa seria che ho letto è la violazione della professionalità e dei codici comportamentali da parte di Torri, ma ho letto anche che Petrucci e Di Rocco lo considerano patrimonio dell’umanità. E da tutti una piccola dimenticanza: una proposta per uscire da questo buio e terribile tunnel dell’utilizzo del doping. Come, liberalizzandolo? e così lasciando vincere chi ne usa di più? e pagando in futuro assistenza sanitaria a chi ha bisogno, non per sfortuna ma per battere quelli che contribuiscono a loro volta?.

O magari, scusate, una proposta: azzerando i dirigenti  proponendo di votare per coloro che sapranno fare proposte di riorganizzazione e di modernizzazione, di futuro utilizzo delle strade pubbliche, di utilizzo dei medicinali a sostegno dell’individuo e sospensione se agevola il rendimento, di immagine verso l’esterno con accorgimenti delle gare (più belle e più brevi), delle videorealizzazioni (più interessanti) e del rapporto con organi di informazione locali, territoriali e nazionali, di un organico che possa avere al massimo l’età pensionabile e che voglia dare un contributo di idee e non solo riceverlo solo perchè dice sempre di si.

Chissà se un giorno i tesserati anzichè dire “andate a vedere il calcio” faranno proposte nuove per il ciclismo ? Allora Torri dirà che la Torre di Pisa pende e noi del ciclismo diremo come la facciamo stare su nonostante penda. Mica poco a mio parere.

Claudio Santi

Claudio Santi, come al solito, riesce a fare un’analisi completa e distaccata dell’attuale momento che sta vivendo il ciclismo. Torri, non si è limitato a riferire ciò che gli è stato detto da coloro che ha interrogato, dicendo infatti:”Tutti i ciclisti sono dopati. Sarebbe da legalizzare. Non sono l’unico che lo dice, ultimamente tutti i ciclisti che ho interrogato hanno detto che tutti si dopano”.

Ciò premesso, Santi ha perfettamente ragione nell’affermare che servono delle proposte serie per combattere il doping. Accorciare le gare, rendendole più spettacolari, facendo del ciclismo uno sport più “umano”, dando una migliore immagine di questo sport e ringiovanendo lo staff federale, prendendo persone, in grado di fare proposte, e aventi al massimo, l’età pensionabile, ci sembrano proposte sensate ed intelligenti. Il ciclismo, lo abbiamo scritto spesso, è uno sport che non ha saputo restare al passo con i tempi. Nel ciclismo si guarda sempre più al passato che al futuro. Nel ciclismo troppi dirigenti rivestono quella carica solo perchè sono in grado di dire sempre di si, anche se non sono in grado di fare proposte o non hanno idee nuove. Ci piacerebbe che da parte dei vertici della nostra Federazione arrivassero proposte, anche diverse da queste, da discutere e valutare, ovviamente, in nome del bene per il nostro amato sport.

Fino ad oggi, tanti si sono indignati, ma nessuno ha mai fatto proposte serie, speriamo che possano arrivare ora, anche se non ci crediamo più di tanto.

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