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Navigando in rete ci siamo imbattuti nel sito Tuttobiciweb al quale Massimo Casavecchia ha scritto una lunga lettera elencando in modo molto dettagliato come Ettore Torri, procuratore Antidoping del CONI, con le sue scriteriate esternazioni, criticate anche da Maurizio Costanzo nel suo programma “Bontà loro”, abbia violato più articoli del Codice di Comportamento sportivo, emanato dal CONI.

In particolare, all’articolo 7 (divieto di dichiarazioni lesive della reputazione) si legge che." I tesserati, gli affiliati e gli altri soggetti dell’ordinamento sportivo non devono esprimere pubblicamente giudizi o rilievi lesivi della reputazione dell’immagine o della dignità personale di altre persone o di organismi operanti nell’ambito dell’ordinamento sportivo".

Non ci vuole certamente Sherlock Holmes per capire che con le sue esternazioni, Torri, ha leso l’immagine di tutti i ciclisti, in un sol colpo tutti etichettati come “dopati”.

Torri: 3 gravi violazioni al Regolamento, ma il “palazzo” tace

Navigando in rete ci siamo imbattuti nel sito Tuttobiciweb al quale Massimo Casavecchia ha scritto una lunga lettera elencando in modo molto dettagliato come Ettore Torri, procuratore Antidoping del CONI, con le sue scriteriate esternazioni, criticate anche da Maurizio Costanzo nel suo programma “Bontà loro”, abbia violato più articoli del Codice di Comportamento sportivo, emanato dal CONI.

In particolare, all’articolo 7 (divieto di dichiarazioni lesive della reputazione) si legge che.” I tesserati, gli affiliati e gli altri soggetti dell’ordinamento sportivo non devono esprimere pubblicamente giudizi o rilievi lesivi della reputazione dell’immagine o della dignità personale di altre persone o di organismi operanti nell’ambito dell’ordinamento sportivo”.

Non ci vuole certamente Sherlock Holmes per capire che con le sue esternazioni, Torri, ha leso l’immagine di tutti i ciclisti, in un sol colpo tutti etichettati come “dopati”.

Se poi andassimo all’articolo 8 (diritto di riservatezza) potremmo scoprire che: “Salvo il diritto di adire gli organi di vigilanza e giustizia nei casi previsti dall’ordinamento sportivo, i tesserati, gli affiliati e gli altri soggetti dell’ordinamento sportivo sono tenuti a non divulgare informazioni riservate relative a procedimenti in corso prima che gli atti e i provvedimenti finali siano formalizzati e pubblicizzati. I tesserati, gli affiliati e gli altri soggetti dell’ordinamento sportivo non devono fornire a terzi informazioni riservate relative all’Ente di appartenenza o da questi detenute“.

Anche in questo caso, Torri ha violato questo articolo, dal momento che ha riferito di particolari emersi durante alcuni interrogatori e quindi che dovrebbero essere protetti dalla riservatezza.

Ettore Torri ha poi violato, secondo Massimo Casavecchia e anche secondo noi, anche l’articolo 9 ( Principio di imparzialità):” I tesserati, gli affiliati e gli altri soggetti dell’ordinamento sportivo devono operare con imparzialità ed evitare disparità di trattamento nei confronti dei soggetti con cui hanno rapporti in funzione dell’attività che svolgono nell’ambito sportivo.”

Dovendo Torri giudicare casi di doping di tutte le discipline, appare evidente che abbia operato disparità di trattamento.

Insomma, 3 gravi violazioni che tolgono completamente la credibilità a questo 79enne che già in passato, ad esempio nel caso Cannavaro, aveva dimostrato di utilizzare due pesi e due misure. Ricordiamo che la tesi difensiva di Cannavaro e della Juventus ruotava intorno al fatto di non aver aperto una raccomandarta regolarmente ricevuta. Torri ha considerato questa una valida giustificazione. Se passasse la linea Cannavaro-Torri, sarebbe sufficiente non aprire una raccomandata  per essere esonerati dal pagamento dell’eventuale multa contenuta all’interno. Ovviamente, questa interpretazione vale solo per lui.

Casavecchia cita poi anche l’articolo 1 dello stesso codice di comportamento. Secondo Casavecchia, non denunciando Torri per queste violazioni, anche Petrucci, presidente del CONI, Pagnozzi, segretario generale, e Di Rocco, presidente della Federciclismo, sarebbero perseguibili. Noi, ci accontenteremmo di molto meno, ad esempio saremmo già soddisfatti se fosse aperta un’inchiesta su Ettore Torri, come avverrebbe per qualunque altra persona.

Pensiamo a tutti coloro che in questi anni sono state deferiti alla Procura Federale, o minacciati di deferimento, solo perché avevano detto davanti a tre persone che il quarto era poco furbo, oppure inviato e-mail alla persona sbagliata (leggasi spia). La giustizia sportiva, se non interverrà contro Torri e sicuramente non lo farà, si dimostrerà ancora una volta poco seria, dando l’impressione di essere utilizzata solamente per colpire i pesci piccoli o i nemici.

Staremo a vedere cos’accadrà al nostro “palazzo” … dirocc…ato

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