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Non si placano le polemiche per le parole di Ettore Torri, dopo la Liquigas, anche la Lampre ha condannato le parole del Procuratore Antidoping Torri, al pari di tante persone che, a diverso titolo, operano nel mondo del ciclismo, oltre naturalmente a un grande numero di appassionati che sino sentiti offesi da questa scriteriata generalizzazione.

Non c’è dubbio che, dopo queste esternazioni, Ettore Torri non abbia più la serenità adatta a ricoprire un incarico importante come quello di Procuratore Antidoping.

Renato Di Rocco ha fatto benissimo a criticare le parole di Torri, tuttavia ci pare che non si sia andati oltre ad un comunicato stampa. La vera protesta è arrivata dalla base: dai corridori, dagli addetti ai lavori e dagli appassionati.

Caso Torri: la base protesta, il palazzo resta a guardare

Non si placano le polemiche per le parole di Ettore Torri, dopo la Liquigas, anche la Lampre ha condannato le parole del Procuratore Antidoping Torri, al pari di tante persone che, a diverso titolo, operano nel mondo del ciclismo, oltre naturalmente a un grande numero di appassionati che sino sentiti offesi da questa scriteriata generalizzazione.

Non c’è dubbio che, dopo queste esternazioni, Ettore Torri non abbia più la serenità adatta a ricoprire un incarico importante come quello di Procuratore Antidoping.

Renato Di Rocco ha fatto benissimo a criticare le parole di Torri, tuttavia ci pare che non si sia andati oltre ad un comunicato stampa. La vera protesta è arrivata dalla base: dai corridori, dagli addetti ai lavori e dagli appassionati.

Ci lascia perplessi anche l’atteggiamento del sito ufficiale della Federazione nel quale non vi è traccia delle parole di Renato Di Rocco, contrariamente a quanto avvenuto, ad esempio, sui siti di Liquigas e Lampre.

Fonti vicine alla Federazione ci segnalano un Renato Di Rocco irritato dalle dichiarazioni di Torri, ma desideroso di chiudere questa polemica, dimenticandola il più velocemente possibile. Se queste indiscrezioni dovessero essere reali, ci dovremmo nuovamente interrogare su di un Presidente che, nonostante sieda nella giunta del CONI, non è in grado di tutelare lo sport che rappresenta.

Anche su questo punto attendiamo novità. Proprio in queste ore, è stato aperto su facebook un gruppo per chiedere le dimissioni di Ettore Torri dall’incarico di Procuratore Antidoping del CONI. Chiunque voglia può iscriversi liberamente.


Staremo a vedere se il ciclismo saprà difendersi da questi attacchi o se sarà destinato a diventare lo sport-zimbello di tutti.

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