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Non sappiamo quali siano le ragioni, sappiamo solo che il ciclismo in televisione (e forse non solo) non interessa più. I dati sul mondiale Australiano confermano questo dato in maniera più che allarmante.

La trasmissione diretta del mondiale ha totalizzato solo 6,7 % di share. Ricordiamo che lo share non subisce l’influenza dell’orario, in quanto tiene conto della percentuale in base al numero dei televisori accesi a quell’ora.

La finale dei mondiali di calcio, dove non era impegnata l’Italia, ha totalizzato uno share del 60,99 %. Circa 10 volte in più rispetto al mondiale di ciclismo. La concorrenza domenica mattina era tutt’altro che agguerrita, la domenica pomeriggio sarebbe stato peggio, ma nonostante questo il ciclismo non ha raccolto numeri degni di uno sport così storico.

Mondiale in TV: flop di ascolti. Di chi è la colpa ?

Non sappiamo quali siano le ragioni, sappiamo solo che il ciclismo in televisione (e forse non solo) non interessa più. I dati sul mondiale Australiano confermano questo dato in maniera più che allarmante.

La trasmissione diretta del mondiale ha totalizzato solo 6,7 % di share. Ricordiamo che lo share non subisce l’influenza dell’orario, in quanto tiene conto della percentuale in base al numero dei televisori accesi a quell’ora.

La finale dei mondiali di calcio, dove non era impegnata l’Italia, ha totalizzato uno share del 60,99 %. Circa 10 volte in più rispetto al mondiale di ciclismo. La concorrenza domenica mattina era tutt’altro che agguerrita, la domenica pomeriggio sarebbe stato peggio, ma nonostante questo il ciclismo non ha raccolto numeri degni di uno sport così storico.

Anzi, nella sovrapposizione, il motomondiale in onda su Italia Uno ha quasi doppiato i numeri del ciclismo. Non vale neanche la “scusante” di un Valentino Rossi in lotta per il titolo, dal momento che è ormai fuori dai giochi a causa di un infortunio.

Partendo da questi dati di fatto, spesso negati da appassionati e addetti ai lavori, sarebbe utile capire i motivi di questo abbandono. Sicuramente, una parte di colpa ce l’ha il doping che negli ultimi anni ha praticamente azzerato la credibilità di questo sport. Addirittura, tirare fuori la notizia della presunta positività di Contador, nella settimana del Mondiale ci è sembrato, da parte dell’UCI, un vero e proprio suicidio.

Probabilmente, una parte di colpa è anche da ricondurre alla formula dell’attuale ciclismo, sport che va contro i meccanismi tipici della televisione. Sul piccolo schermo infatti la parole d’ordine è ritmo, mentre il ciclismo, tranne nel finale di corsa (ultimi 10 km ?) è tutt’altro che veloce. Nelle normali trasmissioni abbiamo uno stacco di camera ogni 5 secondi (in media), nel ciclismo si resta per minuti a vedere il gruppo che pedala compatto e il fuggitivo che non ha speranze di raggiungere il traguardo.

Non sappiamo quanto sia anche colpa dei due commentatori, Davide Cassani e Francesco Pancani, e del loro stile troppo ingessato e lontano da quello stile vivace proposto ad esempio, in altri sport, da Fabio Caressa o Guido Meda. In orario notturno è stato  decisamente soporifero anche il duo De Stefano – Conti, con lo stile tanto amato dal vice direttore, e coordinatore del programma, Auro Bulbarelli.

Non sappiamo in che percentuale tutte queste componenti abbiano influito sul pessimo ascolto del Campionato del Mondo, e in che percentuale influiscano ogni qualvolta il ciclismo è per televisione, ma sicuramente servirebbe una seria analisi da parte di tutte le componenti, UCI, FCI, e ovviamente RAI, per provare a valorizzare come merita il nostro amato sport.

Probabilmente, non avverrà nulla di ciò e così noi appassionati ci lamenteremo sempre per il poco spazio dato al ciclismo, senza considerare però il valore dei numeri che un’emittente televisiva, nel 2010, non può non considerare.

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