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Dopo la pubblicazione  delle esternazioni di Marco Giannotti, consultabili integralmente sul blog dell’amico Fausto Piccinini ( http://faustopiccinini.wordpress.com/ ), Christian Zamagni, uno dei citati da Giannotti nel suo scritto, si è messo in contatto con noi, inviandoci una lunga lettera nella quale spiega la sua versione dei fatti. Come avevamo scritto in conclusione di quell’articolo, ciclismo-online è aperto a chiunque voglia dire la sua su questa vicenda e così, leggiamo insieme la lettera del Direttore Sportivo Christian Zamagni.

Christian Zamagni:”Giannotti si è inventato tutto “

Dopo la pubblicazione  delle esternazioni di Marco Giannotti, consultabili integralmente sul blog dell’amico Fausto Piccinini ( http://faustopiccinini.wordpress.com/ ), Christian Zamagni, uno dei citati da Giannotti nel suo scritto, si è messo in contatto con noi, inviandoci una lunga lettera nella quale spiega la sua versione dei fatti. Come avevamo scritto in conclusione di quell’articolo, ciclismo-online è aperto a chiunque voglia dire la sua su questa vicenda e così, leggiamo insieme la lettera del Direttore Sportivo Christian Zamagni.

Cara redazione di ciclismo-online.

Sono il Sig. Zamagni Christian tesserato per la Federazione Ciclistica Italiana come Direttore Sportivo con la società Pol. Fiumicinese FAIT Adriatica, ed ahimè, attore protagonista non voluto della vicenda Giannotti-Comitato Regionale Emilia Romagna-Balboni-Isetti ecc…

La mia sfortuna è stata quella di incontrare il Sig. Giannotti, al momento dei fatti a me ascrivibili persona sconosciuta, durante lo svolgimento dei campionati regionali su pista a Forlì nell’agosto 2009. Ebbi, in quella circostanza un evidente discussione con Giannotti (presente alla manifestazione in oggetto come spettatore e non come facente parte del collegio di giuria) figlia di una sua aggressione verbale propugnata nei mie confronti durante la manifestazione. In quell’occasione poi venni,  a mio modo di vedere, ingiustamente squalificato per 2 settimane, e solo per puro orgoglio, essendo nel ciclismo come DS da circa 20 anni senza mai aver avuto il minimo problema con i collegi di giuria di tutte le innumerevoli manifestazioni a cui ho partecipato, mi imposi di cercare di far valere le mie ragioni nei confronti di una persona che pubblicamente mi offese inizialmente durante lo svolgimenti della manifestazione e successivamente inviando comunicazioni e quant’altro in giro per la “rete” ai suoi colleghi giudici per screditare la mia immagine e la mia onorabilità.

Per completezza di informazioni sono ad inviare la lettera che lo stesso Giannotti trasmise e che è pure pubblicata sul suo personale sito dove sono evidenti le offese e il discredito gettato nei mie confronti.

Sinceramente l’obiettivo del mio ricorso, poi “vinto” non era “far fuori” Giannotti, ma rendere giustizia ad una vicenda sportiva in cui pensavo e penso tuttora di essere dalla parte del giusto (altrimenti non avrei fatto reclamo come non lo abbiamo fatto per la squalifica dell’atleta che era legittima).

Nell’ultimo vostro articolo sulla vicenda di Giannotti è pubblicata una affermazione dello stesso dove io avrei istigato un mio atleta a “tirare giù” un avversario e che la stessa,a detta di Giannotti, sia stata udita da tutto il velodromo. Io non sono capace di dire queste cose, non l’ho detto e tanto meno lo avrei detto a Malucelli con cui ho anche un ottimo rapporto di amicizia e stima reciproca. La frase che Giannotti dice di aver sentito è pura follia o sua invenzione per continuare a attaccare me e la mia società. Avrebbe potuto fare ricorso verso la decisione della CDR alla CAF per confermare le sue opinioni.

Per non parlare del contenuto della lettera allegata che sicuramente voi conoscete già benissimo dove più volte vi sono dei commenti e delle interpretazioni alquanto tendenziose e al limite del buon senso, screditando il sottoscritto, la CDR e il CRER.

Mi dispiace che il vostro sito, che stimo per il tono sempre costruttivo che tende a dare delle vicende (personalmente però mi sembra che sia un po’ troppo sempre contro l’operato del Presidente Balboni, con il quale certamente io ho un buon rapporto ma che non va oltre a quello di presidente – tesserato) mi continui a citare per una vicenda che dal mio punto di vista è conclusa.

Confido in una più serena disamina della vicenda Giannotti che forse, ritengo io del tutto personalmente, non era il Presidente che ci aspettava di avere, o forse, non era quello il ruolo dove avrebbe potuto dare il meglio per lo sport del ciclismo.

Cordialità.

Ing. Christian Zamagni

Ringraziamo Christian Zamagni per il contributo che ha voluto dare alla discussione e all’analisi dei fatti. Non essendo presenti a quella gara, non abbiamo fatto altro che riportare le affermazioni di Marco Giannotti. Ciò premesso, non siamo neppure entrati nel merito dei fatti, ci siamo limitati a scrivere che la decisione della Disciplinare dell’Emilia Romagna è priva di fondamento regolamentare. Non ci pare infatti un motivo valido per l’annullamento di una squalifica, il fatto che il GSR non abbia riportato sul proprio Comunicato le esatte ingiurie che Zamagni avrebbe proferito ai commissari. Eventulamente, la Disciplinare, avrebbe potuto sentire il Presidente di Giuria o chiedere un supplemento di rapporto . Che questa sentenza sia priva di riferimento normativo, si evince facilmente anche dal fatto che, nonostante nessun Giudice Sportivo includa nel proprio comunicato le esatte ingiurie, non vi sono precedenti di annullamento dei provvedimenti nei casi analoghi.

Detto questo, non sappiamo se Christian Zamagni abbia realmente insultato i commissari o se sia frutto della loro invenzione, dobbiamo limitarci a dire che ciò che viene riportato dai commissari nei verbali ha valore probante, salvo prova contraria. In questo caso la prova contraria non c’è stata quindi, sarebbe dovuta valere la parola dei commissari.  Ovviamente, senza avere nulla contro Christian Zamagni, che non conosciamo personalmente, ma solo attenendoci ai fatti descritti dai commissari e, se ancora valgono, ai regolamenti.

Lo stesso Zamagni lamenta di essere stato insultato da Marco Giannotti, anche in questo caso non vogliamo entrare nei fatti, non essendo presenti, facciamo però notare che se così fosse, Zamagni avrebbe potuto/dovuto denunciare Giannotti alla Procura Federale poiché nessuno, in particolare se commissario, può permettersi di insultare un’altra persona o tesserato.

Nella sua lettera, Christian Zamagni dice, a titolo personale, che non era Giannotti il Presidente ci si aspettava di avere, infatti, Giannotti non è il presidente del Comitato, ma è il Presidente dei giudici che deve operare a salvaguardia di questi ultimi e soprattutto delle regole. Un buon Presidente dei commissari non è e non deve essere gradito alle società, perché altrimenti significa che è solo un passacarte in un sistema anarchico.

Marco Giannotti ha forse sbagliato ad esprimersi in alcuni modi coloriti nei confronti di Christian Zamagni e della categoria dei Cicloamatori ed è giusto che, se ha sbagliato, paghi, ma non si può dire che non abbia cercato di fare il bene della categoria dei commissari. Purtroppo, nel ciclismo, i commissari attenti, giusti e rispettosi dei regolamenti vengono visti come dei rompiscatole, molto meglio poter cambiare la designazione o scegliersi la giuria più gradita.

Restiamo, ovviamente, a disposizione di chiunque voglia dire la sua su questa vicenda, compreso il Presidente Balboni.

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