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Marco Giannotti, dopo essere stato sollevato dall’incarico di Presidente della Commissione regionale dell’Emilia Romagna, non è stato con le mani in mano, al contrario ha denunciato, in una e-mail a tutti i giudici regionali, il metodo di gestione del Comitato da parte di Davide Balboni. Un sistema che, se confermato ciò che dice Giannotti, non possiamo certo non definire marcio. Andiamo con ordine.

Marco Giannotti è stato esautorato dall’incarico per aver utilizzato, parlando dei Cicloamatori, l’espressione “CICLOSUONATI, CICLODROGATI, CICLOBOMBARDATI”. Siamo tutti concordi che tale espressione non è delle più indicate, soprattutto se riportata in un Comunicato Ufficiale, ma chiunque conosca Marco Giannotti sa bene che questo è il suo carattere, oggi come il giorno in cui è stato nominato a presidente.

Giannotti:”Sono stato punito da un sistema dittatoriale”

Marco Giannotti, dopo essere stato sollevato dall’incarico di Presidente della Commissione regionale dell’Emilia Romagna, non è stato con le mani in mano, al contrario ha denunciato, in una e-mail a tutti i giudici regionali, il metodo di gestione del Comitato da parte di Davide Balboni. Un sistema che, se confermato ciò che dice Giannotti, non possiamo certo non definire marcio. Andiamo con ordine.

Marco Giannotti è stato esautorato dall’incarico per aver utilizzato, parlando dei Cicloamatori, l’espressione “CICLOSUONATI, CICLODROGATI, CICLOBOMBARDATI”. Siamo tutti concordi che tale espressione non è delle più indicate, soprattutto se riportata in un Comunicato Ufficiale, ma chiunque conosca Marco Giannotti sa bene che questo è il suo carattere, oggi come il giorno in cui è stato nominato a presidente.

Nel suo lungo scritto, Giannotti, evidenzia come più volte gli sia stata fatta pesare l’amicizia con Claudio Santi e, ultimamente, anche con Leonardo Levati che ricordiamo era candidato alla Presidenza del Comitato Emilia Romagna proprio contro Balboni. Giannotti sottolinea poi come i rapporti con il Presidente Balboni si siano incrinati per la brutta, secondo Balboni, abitudine di tenere informati i commissari, infatti, secondo il Presidente del Comitato certe cose andavano tenute nascoste, peccato che lo stesso Marco Giannotti nel suo discorso alla categoria, prima di essere nominato, avesse indicato questa modalità operativa, basata sulla trasparenza.

Giannotti riferisce di un episodio accaduto a Praticello (RE) il primo maggio quando, nel pieno del caso Isetti, è stato avvicinato da due persone, di cui non fa il nome,  che gli hanno consigliato di adeguarsi alla linea di Balboni che sicuramente anche le sue designazioni nazionali sarebbero state “qualitativamente molto più gratificanti e lusinghiere“. Giannotti ha poi concluso la sua lettera promettendo di rendere pubblici documenti protocollati che dimostrano l’esistenza del sistema da lui descritto.

Sicuramente Giannotti ha sbagliato ad usare quell’espressione parlando di cicloamatori, ma al pari suo ha sbagliato Daniela Isetti a fare pressioni per cambiare una giuria, nella Federcalcio per queste violazioni vengono comminate lunghe squalifiche, nella Federciclismo, Daniela Isetti se l’è cavata con la tirata d’orecchie da parte di Di Rocco. Marco Giannotti, da quel che ci risulta, nelle sue funzioni di presidente ha sempre operato secondo le regole, pretendendo, da parte di tutti, il rispetto delle stesse. Per questo non ha ceduto alla “richiesta” di Daniela Isetti & c. di cambiare la designazione, o per questo ha denunciato l’annullamento, privo di riferimenti normativi, della squalifica data a Zamagni, anzi ha evidenziato come lo stesso abbia istigato un proprio corridore a “tirare giù” un avversario, affermazione, secondo Giannotti, udita da tutto il velodromo. Operare secondo le regole può essere una colpa?

Ci spiace che nessuno abbia voluto valutare dal punto di vista tecnico il lavoro di Giannotti e della sua commissione che in un sistema normale sarebbe stato l’unico punto da analizzare. Nessuno ha evidenziato che i giudici dell’Emilia Romagna sono tornati, dopo molti anni, a fare le riunioni tecniche, nessuno ha considerato l’inserimento di nuovi giovani commissari e tante altre cose delle quali non si può non rendere merito a Giannotti.

E’ estremamente grave poi che ci sia chi promette designazioni migliori in cambio dell’allineamento alla politica federale, in quanto i commissari rappresentano ancora un organo tecnico e non politico.

Probabilmente ha ragione Giannotti quando dice che era sgradito per le sue amicizie con gli “eretici” Claudio Santi e Leo Levati, colpevoli solo di aver alzato il dito e fatto una proposta diversa da quella attualmente al governo del nostro ciclismo. Se così fosse, potremmo definire solo con una parola questo modo di operate: Dittatura.

Il nostro pensiero va a tutte quelle persone che, contrariamente a quanto fatto da Giannotti, si piegano a queste “richieste” o cancellano le “amicizie” solo per essere graditi a questo sistema.

Come potremmo definire persone che per un hobby calpestano la loro dignità, magari facendo manifestazioni di solidarietà per le vittime di dittature a migliaia di chilometri di distanza ?

Ovviamente, chi vuole dire la sua a riguardo potrà farlo, Balboni compreso.

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