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In questi giorni stiamo affrontando spesso il tema della sicurezza e nelle nostre disamine spesso facciamo riferimento alla Federazione che è un entità generica che comprende molte persone che vi operano a vario titolo. Giustamente, questa generalizzazione non piace ai tanti che lavorano giornalmente per migliorare il nostro amato ciclismo. Non è, ovviamente, nostra intenzione addossare a queste persone le colpe dei mali del ciclismo, in particolare quando si parla di sicurezza, e quando parliamo genericamente di Federazione, pensiamo alla Presidenza, ai Vice Presidenti e al Consiglio Federale che, a nostro avviso, avrebbe l’obbligo di gestire questo problema con maggior praticità, andando ad inserire nelle norme che regolano il ciclismo in Italia alcuni passaggi deputati ad aumentare la sicurezza.

Zanchetta:”Il Comitato Veneto al fianco delle società per aumentare la sicurezza”

In questi giorni stiamo affrontando spesso il tema della sicurezza e nelle nostre disamine spesso facciamo riferimento alla Federazione che è un entità generica che comprende molte persone che vi operano a vario titolo. Giustamente, questa generalizzazione non piace ai tanti che lavorano giornalmente per migliorare il nostro amato ciclismo. Non è, ovviamente, nostra intenzione addossare a queste persone le colpe dei mali del ciclismo, in particolare quando si parla di sicurezza, e quando parliamo genericamente di Federazione, pensiamo alla Presidenza, ai Vice Presidenti e al Consiglio Federale che, a nostro avviso, avrebbe l’obbligo di gestire questo problema con maggior praticità, andando ad inserire nelle norme che regolano il ciclismo in Italia alcuni passaggi deputati ad aumentare la sicurezza.

Si è messo in contatto con noi Renzo Zanchetta, apprezzato organizzatore della gara internazionale di San Vendemiano, e attualmente vice presidente del Comitato Veneto. Leggiamo insieme cosa ci dice il signor Zanchetta (nella foto ritratto con il Presidente del Comitato Veneto Bruno Capuzzo e il collega vice presidente Giorgio Furlan).

Carissimo sig. Romano, la presente solo per informarla che in Veneto il Comitato Regionale di cui il sottoscritto è vice presidente,in materia di sicurezza da inizio anno oltre agli incontri con i Direttori di Corsa e giudici ha divulgato anche un volantino riportante le indicazioni fondamentali che un organizzatore non DEVE MAI SOTTRARSI,oltre a questo ha prodotto un questionario che ad ogni fine gara viene compilato congiuntamente dal presidente dei commissari di gara e dal Direttore di corsa. La motivazione dei questionari è determinante per una azione mirata di sensibilizzazione verso quelle società che hanno estremo bisogno di migliorare le proprie organizzazioni in modo da evitare un dispendio inutile di risorse ed energie.

Abbiamo in cantiere anche altre iniziative di formazione/informazione verso i ciclisti ed il comportamento da tenere in gara in rispetto dei dettami legislativi vigenti. Lo so che ancora tutto questo non sarà sufficiente e risolutivo al problema della sicurezza che il ciclismo vive da sempre,ma credo sia un inizio per un miglioramento del nostro movimento al quale tutti noi teniamo

Se Lei riterrà opportuno la divulgazione di questa mia le sarei grato,anche la Federazione è composta da uomini,sono le motivazioni degli stessi che possono fare la differenza. Cordialità,
V.ce Presidente Regionale del Veneto. Zanchetta Renzo

Ringraziamo il signor Zanchetta per il suo intervento che dimostra come, anche  un argomento importante come la sicurezza sia affidato alle abilità dei singoli e non esista nulla di pianificato a livello nazionale. Il Comitato Regionale Veneto ha messo in piedi questa importante iniziativa, così come altri Comitati, tra cui quello del Piemonte e  il Comitato Provinciale di Prato, ad esempio, ha realizzato una locandina con finalità simili a quella del CoMoSt, ma nulla viene coordinato dalla Federazione Nazionale.

Ha ragione Renzo Zanchetta quando afferma che sono le motivazioni degli uomini che possono fare la diferenza, ci chiediamo allora quali siano le motivazioni che spingono Renato Di Rocco e la sua ciurma, dal momento che continuiamo a non vedere i risultati del loro lavoro.

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