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FCI ricattata dagli organizzatori: via la norma sulle ore più calde

Nelle norme attuative del 2010 è stata inserita una norma molto intelligente riferita alle gare Juniores. L’articolo 11 recita:” ORARI DELLE GARE Per le cat. juniores m/f, nei mesi di Giugno, Luglio ed Agosto, le gare agonistiche su strada devono svolgersi prevalentemente in mattinata, per concludersi, entro le ore 13,00. Se programmate nel pomeriggio, la partenza non potrà avvenire prima delle 15,30 .Quanto sopra è consigliato anche per le categorie Under 23 ed Elite.”

Questa norma è stata scritta con lo scopo, giusto, di andare a salvaguardare i giovani corridori non esponendoli all’attività sportiva nelle ore più calde.

Nelle norme del 2011 questa norma è stata modificata, inserendo il molto più morbido termine “si consiglia”. Di fatto, ognuno può fare come vuole. Dal momento che questa norma non è quasi mai stata rispettata nel 2010, quando l’indicazione era perentoria, è facilmente immaginabile che non venga rispettata neanche nel 2011 quando sarà facoltativa.

Giova ricordare che la prima giornata del campionato di calcio, 29 agosto, nonostante gli interessi e gli ingaggi milionari, è stata disputata alla sera, proprio per evitare l’attività sportiva nelle ore più calde. Se ciò avviene per il calcio, a maggior ragione dovrebbe avvenire per il ciclismo che richiede uno sforzo decisamente più intenso e più duraturo.

La Federazione Ciclistica Italiana, omettendo i controlli sul rispetto di questa norma, nel 2010, e cambiando la norma 2011, ha dimostrato di mettere in primo piano gli interessi degli organizzatori rispetto a quelli della salute e della sicurezza degli atleti.

Se su questo aspetto, che trova d’accordo tutti i medici, che in estate sconsigliano addirittura di uscire (non di fare attività sportiva) nelle ore più calde, crediamo forse che questa dirocc.ata Federazione possa riuscire ad imporre altre cose agli organizzatori ?

Speriamo che non accada mai, ma proviamo ad immaginare un malore (speriamo senza conseguenze) ad un giovane atleta in una gara corsa nelle ore più calde, cosa direbbe il Presidente Di Rocco ? Sicuramente parlerebbe di “tragica fatalità”, ma se la Federazione avesse lasciato, e fatto rispettare, questa norma, forse, quella “tragica fatalità” non sarebbe mai avvenuta.

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