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Dallatana:”nel ciclismo troppi costi e poco pubblico”

In settimana è giunta la comunicazione dell’annullamento di una gara, per l’esattezza la “Piccola Freccia delle Valli Parmensi”. Ovviamente questa non è una notizia dato che, purtroppo, sempre più di frequente registriamo annullamenti di gare da parte delle società organizzatrici, ma ciò che merita di essere approfondita e analizzata è la motivazione che ha portato a questo. Per fare ciò partiamo dalle parole di Alberto Dallatana, organizzatore della gara, imprenditore nel settore caseario e apprezzato giornalista de “La Gazzetta di Parma”.

“Precisiamo innanzitutto che, benché presenti, le motivazioni non sono prettamente di tipo economico, e cogliamo l’occasione per ringraziare quei nostri sponsor che, nonostante il periodo non proprio florido per l’economia, ci avrebbero appoggiato anche quest’anno. Perché ormai la crisi che vive il ciclismo, soprattutto quello giovanile, nel nostro territorio (limitandoci ad analizzare la nostra realtà) è innegabile e sotto gli occhi di tutti: pubblico sempre carente per non dire assente e partecipanti in calo di anno in anno e, di conseguenza, interesse dei media che naturalmente scema. Insomma, manifestazioni che si svolgono quasi nel disinteresse generale. Pertanto abbiamo dovuto guardare in faccia la realtà delle cose: non vi è alcun rapporto fra l’ingente spesa e il risultato ottenibile. Manifestazioni che costano agli organizzatori diverse migliaia di euro non possono più tollerare di essere ignorate e di sopravvivere nell’anonimato.”

 

Come non condividere le parole di Dallatana che dimostra che il suo amore per il ciclismo non ne ha alterato le capacità cognitive ed è così riuscito a fare un’analisi lucida e precisa.

 

Purtroppo, come abbiamo già ribadito più volte, i costi per un organizzatore di una gara ciclistica sono elevatissimi. Le tasse federali di una gara regionale sono elevatissime rispetto ad altri tipi di manifestazioni o altri sport. Come se non bastasse, molte squadre, anche della stessa regione, oltre a chiedere il pranzo, pretendono un rimborso spese. A tutti questi costi, già estremamente elevati, vanno aggiunti giustamente i costi per la sicurezza (transenne, auto e motostaffette). Come non considerare poi i costi relativi alla cartellonistica e allo speaker?

Tutti questi costi possono sicuramente essere coperti, soprattutto nel caso specifico della Piccola Freccia delle Valli Parmensi, con l’avvento di qualche sponsor, ma la domanda giusta che si è fatto Dallatana mira ad andare oltre:”Ha senso impiegare tanti volontari e spendere cifre considerevoli, per un qualcosa che interessa poca gente ?” A riguardo ci siamo espressi più volte: il costo di una manifestazione, comprese le gare ciclistiche, non dovrebbe mai superare i 10/15 euro a spettatore. Nel ciclismo, il costo manifestazione per spettatore, arriva anche a 60/70 euro.

Torniamo quindi al discorso fatto in precedenza sull’innamorato riflessivo e l’innamorato istintivo. Nel ciclismo ci sono, purtroppo, troppi innamorati istintivi, quelli che reagiscono con la pancia e non con il cervello, quelli che non riescono a vedere le difficoltà di uno sport che ha ormai toccato il fondo. Innamorati del ciclismo che oltre a non fare nulla per migliorarlo non riescono neppure a capirne le oggettive difficoltà. Innamorati del ciclismo che chiedono a sponsor migliaia di euro solo per un loro sfizio personale o per un loro divertente giochino. Fino a quando tutto questo potrà continuare?

Complimenti quindi ad Alberto Dallatana che, nonostante la giovane età, ha dimostrato molta più intelligenza e lucidità mentale di tanti altri e, sicuramente con tanto dispiacere, ha dovuto rinunciare a una corsa del suo sport preferito, senza però perdere di vista quello che dovrebbe essere l’obiettivo di tutti, quello cioè di fare qualcosa per invertire questo trend.

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