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Felino: una corsa tra deroghe date e deroghe non date

Forse, organizzare una gara ciclistica seguendo i regolamenti è una cosa troppo complicata per gli organizzatori italiani, sono infatti numerose le deroghe che ogni anno vengono concesse dalla Struttura Tecnica Federale. Crediamo però che la storia dell’edizione 2010 del Gran Premio Città di Felino meriti un approfondimento. Lo scorso mese di Settembre, in occasione del mondiale di Mendrisio, l’UCI ha stabilito che per la stagione 2010, le Federazioni nazionali si sarebbero dovute adeguare alla norma del regolamento che fissa in 12 chilometri la lunghezza minima di un circuito. In Italia, oltre al Gran Premio Città di Felino, circuito di 5,5 Km, anche altre corse, tra le quali il Trofeo Città di Brescia hanno questo problema. Puntualmente, l’UCI ha quindi bocciato questi percorsi, invitando gli organizzatori ad apportare alcune modifiche.

Così hanno fatto gli organizzatori del Trofeo Città di Brescia che hanno allungato dagli 8 Km dell’anno scorso ai 10,9 di quest’anno, ottenendo in questo modo una deroga dall’UCI ai 12 chilometri regolamentari. A Felino, invece, l’organizzazione del Gran Premio ha negato ogni modifica al tradizionale circuito di 5,5 Km. Da fonti vicine alla Struttura Tecnica fanno sapere che l’UCI aveva dato a questa organizzazione ben tre soluzioni alternative, con l’intento di trovare il giusto compromesso tra sicurezza e regolarità della corsa e le esigenze organizzative e di spettacolo. Da Aigle, tuttavia, ricevendo sempre la stessa risposta negativa, hanno deciso, contrariamente a quanto fatto per il Trofeo Città di Brescia di non concedere alcuna deroga a questa corsa. A questo punto la scelta dell’organizzatore è stata obbligata: il Gran Premio Città di Felino diventa gara Nazionale. Anche il Regolamento Italiano (art. 115 R.T.A.A.) imporrebbe la lunghezza minima di 12 km, ma, si sa, in Italia con questa Federazione Dirocc..ata i Regolamenti sono un optional e così quello che per l’UCI  era un circuito non corrispondente alle caratteristiche di sicurezza e di regolarità della corsa, per la Federazione è diventato un circuito regolare. Non solo, è stata concessa un’ulteriore deroga sul numero massimo delle squadre straniere, alzando il limite da una a tre formazioni. Abbiamo quindi avuto l’esempio pratico di ciò che abbiamo sempre sostenuto: l’UCI, con tutti i suoi difetti, è un organo serio, la Federazione italiana è in balia di tutti e ricattabile da chiunque. Non sappiamo se sia questo il caso, ma più volte è stata sufficiente la minaccia di non più organizzare una corsa per ottenere deroghe ai regolamenti.  Probabilmente, Giorgio Dattaro si è sentito un po’ come Angelo Zomegnan, in grado cioè di innescare un braccio di ferro con l’UCI e di vincerlo. Purtroppo per lui così non è stato e la sua marcia indietro è stata inevitabile. Si tratta solamente di presunzione oppure a quest’organizzatore serviva una scusa per effettuare la gara nazionale, senza dover magari confessare una possibile carenza economica ?Insomma, quello di Felino è l’ennesimo episodio in cui questa Dirocc…ata Federazione dimostra di avere figli e figliastri e di basare la sua attività su un inutile pezzo di carta chiamato Regolamento.

 

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