Giudici Emilia: come cambia la realtà in 76 giorni …

La bagarre interna alla Commissione Giudici dell’Emilia Romagna sembrava essersi risolta con le dimissioni, il 28 maggio, della componente Patrizia Pietra, tuttavia recenti sviluppi hanno portato questa commissione ad essere nuovamente nel bel mezzo di liti scarsamente produttive.

Andiamo con ordine, come anticipato da ciclismo-online.it, nel corso di una cena, alla presenza di una trentina di giudici, Patrizia Pietra aveva rassegnato le proprie dimissioni dalla commissione per idee discordanti da quelle del Presidente Giannotti, in particolare, relativamente alla gestione della problematica relativa alla Camping Arizona e alla richiesta di sostituzione del Presidente di Giuria, avanzata a più riprese da componenti di questa società, tra i quali, Enea Pietra, padre di Patrizia, e Daniela Isetti, Consigliere Federale. Un’altra delle colpe di Giannotti, secondo la sua collaboratrice, sarebbe quella di avere reso pubblica questa vicenda, in particolare a ciclismo-online.it.
Da quel giorno, Patrizia Pietra è stata, giustamente, estromessa da ogni attività della commissione, proprio perché dimissionaria. Il suo posto è stato preso dal cesenate Guido Molari.

L’attività della CRCG Emilia Romagna è proseguita e l’11 agosto 2010 Marco Giannotti ha emesso il Comunicato Ufficiale Numero 6
nel quale ha ribadito la sua contrarietà verso le gran fondo. Nel Comunicato, che si può leggere integralmente sul sito del CRER, si legge:

In data odierna sono stato convocato dal comando della POLIZIA STRADALE di Guastalla (RE) per deporre riguardo ad un incidente che sarebbe accaduto in occasione della “Gran Fondo 2 Passi Matildica” di Reggio Emilia del 10 maggio 2009, da ciò che mi è stato riferito avrebbe coinvolto 2 ciclisti, 2 ore dopo l’arrivo dei primi, incidente del quale io non sapevo assolutamente nulla, ma che mi ha già fatto perdere 2 ore di lavoro, che nessuno mi risarcirà MAI, e purtroppo da ciò che mi è stato detto dal gentilissimo funzionario di polizia, NON FINIRA’ QUA. […]come da tempo sto sostenendo queste manifestazioni alle giurie designate possono solo creare dei problemi, veniamo mal sopportati, veniamo trattati male, ma ci vogliono per avere un capro espiatorio, agli organizzatori un sacco di soldi di iscrizioni e a noi le eventuali responsabilità […]NON VOGLIO PIU’ SENTIRE PARLARE DI CICLOAMATORI, CICLOSUONATI, CICLODROGATI, CICLOBOMBARDATI, che a 60 anni ti vengono ad insultare per un 150° posto. Quando, un giorno (forse) cambierà qualcosa, dopo opportune e approfondite verifiche, deciderò il da farsi.

Il Presidente CRCG
Marco Giannotti

Al di là del tono pittoresco, tipico di Marco Giannotti,  il problema da lui sollevato merita sicuramente una riflessione poiché il quadro da lui descritto rappresenta, purtroppo, molto bene la realtà.

E’ proprio a questo punto che Patrizia Pietra si sveglia, lamentandosi del fatto che lei dal 28 maggio non ha più ricevuto comunicazioni, convocazioni o attività da svolgere in ambito federale. Nella stessa comunicazione, datata 12 agosto, Patrizia Pietra si dissocia, in quanto componente della Commissione, dal Comunicato Numero 6.

Componente della Commissione ??? Ma non si era dimessa due mesi prima ???

Qualche considerazione in merito. I componenti di una commissione dovrebbero remare tutti dallo stesso verso, una commissione composta da solo tre persone non concordi fra loro compromette non poco il lavoro in seno alla stessa. Proprio per questo, Patrizia Pietra il 28 maggio, alla presenza di circa 30 testimoni, ha compiuto la scelta giusta. Essendo in disaccordo con il Presidente, gli altri componenti della commissione e la quasi totalità dei commissari (escluso quelli di Parma) ha deciso di dimettersi lasciando così lavorare in autonomia la commissione senza creare ulteriori tensioni.

Da quel 28 maggio sono passati 76 giorni nei quali, evidentemente, Patrizia Pietra non si è mai lamentata per la sua esclusione dalle attività della commissione che ha proseguito a fare designazioni e riunioni. In particolare, nel corso degli ultimi Campionati Regionali su Pista, nonostante la signora Pietra fosse presente, in dolce compagnia, al velodromo Pavesi di Fiorenzuola, non ha preso parte alla riunione. Perchè, in quella sede, non ha fatto presente il desiderio di essere coinvolta ?

Delle due l’una: o Patrizia Pietra si è svegliata il 12 agosto da uno stato di catalessi e si è accorta solo dopo 76 giorni che le sue dimissioni erano state accettate, oppure è una posizione di comodo per accreditarsi agli occhi di qualcuno con posizioni molto più filo federali di quelle tenute da Marco Giannotti.

Staremo a vedere cosa sarà del futuro, se le dimissioni di Patrizia Pietra, date il 28 maggio ed evidenziate da un’assenza dalle attività della commissione di oltre 70 giorni, siano ora reali oppure frutto dell’immaginazione dei 30 testimoni. Staremo inoltre a vedere se riusciranno finalmente a finire le liti tra questi due commissari e potrà così proseguire la sua normale attività solo a vantaggio del ciclismo.

Ci sembra strano che soggetti che in ogni circostanza hanno sempre dimostrato di preferire lo scontro rispetto alla mediazione e al quieto vivere possano cambiare, proprio da oggi, questa loro filosofia di vita.

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