Arioli:”Sono d’accordo con Santi, ma …”

Le parole di Claudio Santi, che ha denunciato l’esasperazione di un ciclismo giovanile che dà sempre più importanza al risultato, con tecnici e genitori assetati di vittoria, e che perde di vista il vero obiettivo dello sport a livello giovanile, hanno raccolto moltissimi consensi, addirittura il Presidente del Comitato Emilia Romagna, Davide Balboni, e la sua vice Barbara Barbieri si sono schierati al fianco di Santi, il primo nella riunione di apertura dei Campionati Regionali giovanili, la seconda in un’intervista televisiva, salvo poi fare marcia indietro e criticare le parole di Santi con una lettera pubblicata sul sito del CrEr. Schizofrenia o semplicemente qualcuno ha fatto notare loro che non dovevano condividere le parole dell’eretico Santi ? A parole anche Adriano Arioli dice di condividere il pensiero di Claudio Santi, leggiamo insieme questo suo scritto.

Caro Matteo Romano,
mi chiamo Adriano Arioli e sono il responsabile della Commissione Giovanile Nazionale, quella che si occupa dei giovanissimi.
Ho avuto occasione di leggere il vostro commento sull’intervento di Claudio Santi rispetto all’attività della categoria in cui sottolinea gli aspetti negativi di una esasperazione decisamente fuori luogo e concordo su quasi tutto anche se le assicuro per esperienza quotidiana che la maggior parte dei genitori così come dei direttori sportivi si comporta esattamente come anche voi auspicate, non lesinando un “bravo” a tutti.
Qualche genitore che chiede alla corsa domenicale del figlio il riscatto alle sue frustrazioni non significa che tutti i genitori siano così. Fare di ogni erba un fascio non è mai bene. In tutti i campi della vita, non solo nel nostro sport. Ma non mi addentro oltre, rispetto le opinioni di tutti sia che sia d’accordo o meno.
E’ invece su di una vostra affermazione assolutamente falsa e ripetuta nei due articoli relativi allo stesso argomento che voglio fare chiarezza. Chi vi ha dato la notizia o è ignorante (nel senso che ignora le norme attuative del nostro settore) o peggio, è in malafede.
I campionati italiani di ciclocross dei giovanissimi non esistono affatto, nè tanto meno le maglie tricolori che non si assegnano in nessuna specialità proprio perchè in nessuna specialità del settore di mia competenza esistono campionati italiani individuali.
Vede direttore, io apprezzo il suo sito, anche se non sempre sono d’accordo su tutto, perchè comunque i problemi li affronta. Ma affrontare i problemi, ad evitare incidenti di percorso che ne pregiudicano la credibilità, significa anche documentarsi, non solo ascoltare il primo cialtrone che magari ha interessi personali nel farvi dire cose inesatte. Per quanto mi riguarda se lei vorrà in futuro documentarsi sull’attività dei giovanissimi mi consideri sempre a sua disposizione. Ma per favore, scriva cose vere. Poi le critichi fin che vuole, è un suo diritto. Ma è anche un diritto dei visitatori del suo sito avere informazioni veritiere.
Complimenti comunque per il suo lavoro.
Cordialmente.
Adriano Arioli

Innanzittutto una precisazione: dal punto di vista formale Arioli ha ragione, non si è assegnata una maglia alla categoria Giovanissimi, ma la sostanza non cambia. Nel ciclocross, i Giovanissimi G6, possono disputare gare agonistiche con la categoria Esordienti solo dal 1 gennaio. Prima di questa data, possono correre solo in modo ludico. In concreto, capita che la prima o al massimo la seconda gara agonistica di questi bambini sia il Campionato Italiano. Come conseguenza a questo il fatto che le gare precedenti il Campionato Italiano non vengano intese come dovrebbero essere delle gare di Giovanissimi, ma al contrario che vengano interpretate come vere e proprie gare agonistiche di preparazione al Campionato Italiano. Questo problema potrebbe risolto eliminato non assegnando il titolo agli Esordienti al primo anno.

Ci piacerebbe poi, caro Arioli, che nella categoria Giovanissimi venisse bandita ogni forma di classifica di merito, e che fossero solamente gare in cui i bambini possano prendere confidenza con la bicicletta e sviluppare in modo ludico le abilità per l’utilizzo della stessa. Invece, nascondendosi dietro alla classifica per la società più numerosa, esistono altre classifiche di merito che normalmente ricevono dagli organizzatori un’importanza superiore a quella per la presenza.

Nel calcio sono 12 anni che nelle categorie minori, Pulcini ed Esordienti, non ci sono classifiche. Dopo un po’ di difficoltà a fare passare il concetto nei genitori e soprattutto in quei tecnici particolarmente esaltati (solitamente quelli meno bravi) ora è una piacevole abitudine. I genitori (quasi tutti) si sono abituati e i tecnici con velleità di classifica (e non di insegnamento) operano nelle categorie superiori. Comprendiamo che il calcio è più evoluto rispetto al ciclismo, ma forse, dopo 12 anni, sarebbe il caso di copiare questa bella norma a salvaguardia del bene principale che uno sport possa avere: i giovani praticanti.

Per questo ci piacerebbe vedere bandite le classifiche e le premiazioni, ma ogni organizzatore obbligato a riconoscere a tutti lo stesso premio, fosse anche solo un portachiavi.

Caro Arioli, lei è presente alle gare di Giovanissimi e avrà sicuramente potuto notare con maggior frequenza quello che abbiamo notato noi nelle poche gare di questa categoria alle quali abbiamo presenziato. Genitori fuori di testa  che credono di avere dei figli campioni, tecnici impreparati che vogliono il risultato a tutti i costi e ragazzini messi nel tritacarne.

Perché nei Giovanissimi continueranno ad esserci le classifiche, anche se tutti ne parlano male ? Perché le società vogliono le classifiche, vogliono un vincitore e sono le società che votano, e che tengono in scacco qualche Dirigente Federale che, anziché guardare all’interesse comune, guarda al proprio interesse elettorale.

Allora continuiamo a creare campioni a dieci anni, che magari a quindici già non corrono più in bicicletta perché nauseati da un ambiente che sa solo chiedere e non dare.


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