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Claudio Santi:”Non tolleriamo fanatismi nelle gare giovanili”

Dopo l’apprezzatissimo discorso fatto durante la “Sei giorni delle rose”, Claudio Santi ha voluto ribadire per iscritto ai protagonisti dei prossimi campionati regionali su pista, un concetto importantissimo che dovrebbe essere chiaro a tutti, ma dato che così non è ha fatto bene a ripeterlo.

ill.mo Presidente CRER, Davide Balboni

cari amici del ciclismo,

quale coordinatore del velodromo di Fiorenzuola da parte della proprietà (Comune di Fiorenzuola d’Arda) e presidente della associazione organizzatrice dei campionati regionali in programma a Fiorenzuola (ASD Florentia) dal 27 al 29 luglio prossimi sono a chiarire in anticipo che da parte nostra si tratta di giochi per bambini che abbiamo il piacere di vedere e impegnarci per il loro divertimento e che consideriamo queste gare

DI NESSUNISSIMA IMPORTANZA AGONISTICA, CHE DA QUESTO LATO PER NOI SONO ASSOLUTAMENTE SOLO GIOCHI

Confidiamo pertanto in un educazione civile e sportiva da parte dei partecipanti, senza la quale sospenderemo immediatamente il nostro impegno e la disponibilità dell’utilizzo della pista dei cittadini di Fiorenzuola d’Arda che da ottantuno anni sostengono le spese per il mantenimento della stessa. Non saranno tollerate forme di fanatismo, ne di mancanza di rispetto della proprietà e dell’impegno degli organizzatori. Non ci interessa assolutamente il risultato agonistico in nessun modo, esprimiamo negatività assoluta se frutto di impegno eccessivo e di esaltazione per ragazzini che devono ricevere per ora solo soddisfazioni e conoscenza della vita attraverso lo sport.

Certi di avere la vostra condivisione siete i benvenuti con i vostri ragazzi e loro famiglie ai giochi per ragazzini di Fiorenzuola.

Claudio Santi
coordinatore attività Velodromo di Fiorenzuola d’Arda
presidente ASD Florentia

Chiunque abbia avuto occasione di vedere una gara di ciclismo giovanile si sarà accorto che l’aspetto più negativo è rappresentato dai genitori e dai tecnici dei ragazzi impegnati in queste prove. Un ragazzo che fa sport, per sua natura, darà sempre il massimo provando ad inseguire la vittoria. A livello giovanile il vincitore non deve essere considerato un campione e lo sconfitto non deve essere considerato scarso, entrambi sono ragazzi che fanno giustamente un’attività sportiva e hanno scelto il ciclismo. Illudere il proprio figlio o il proprio atleta di essere un campione è la cosa più negativa che gli si possa fare.

Quale sarà il pensiero dei vertici della nostra Federazione su questo argomento ? Non lo sappiamo, ma sappiamo che in questi anni non sono stati aboliti i Campionati Italiani Esordienti, anzi in alcune discipline (ciclocross) sono stati inseriti anche i Campionati Italiani Giovanissimi.

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