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Un cervellotico “sorteggio” ridicolizza l’antidoping

In tema di antidoping credevamo di averne già sentite di tutti i colori, ma quello che è avvenuto oggi a Stesa pensiamo non abbia eguali. Quando mancavano circa due ore all’arrivo della corsa, due medici si sono presentati per effettuare il controllo antidoping. Due, anziché uno, perché i corridori da controllare erano 10 anziché 5. Questa strana richiesta, strana perché i controlli in competizione sono praticamente inutili, ha messo non poco in difficoltà l’ottima organizzazione dell’AC Arona. La società organizzatrice, infatti, aveva messo, giustamente, a disposizione 6 champerones del gruppo Vola. L’aumento degli atleti da controllare ha obbligato Bertinotti & c. a trovare altre 4 persone, oltre ai 6 già individuati e più che sufficienti in un caso normale. Così è stato fatto, ma la sorpresa c’è stata quando si sono scoperti i criteri da seguire per il cosiddetto “sorteggio”. Dovevano infatti essere sottoposti a controllo “I dieci corridori classificati nei primi 20 posti, alle posizioni dispari (1,3,5,7,9,11,13,15,17,19)”. Facile individuare e notificare il provvedimento al vincitore e al terzo classificato, ma letteralmente impossibile, secondo i tempi e le modalità dell’antidoping, riuscire a sapere in tempo reale quali corridori si sarebbero dovuti presentare al controllo. In caso di arrivo in volata di gruppo è infatti indispensabile esaminare, con tutta la calma necessaria, il fotofinish per poter stilare, dopo la riunione di giuria, l’esatto ordine d’arrivo. Questo criterio, che definire demenziale è poco, ha fatto si che tutti coloro che pensavano di essere arrivati nei primi 20, in realtà circa 30 corridori, affollassero i locali antidoping posti all’interno del Comune di Stresa. Mauro Marrone, giudice d’arrivo, ha impiegato il giusto tempo per stilare l’ordine d’arrivo e solo dopo circa 40 minuti dalla fine della corsa i corridori hanno potuto sapere chi di loro era stato “sorteggiato” per il controllo antidoping. Oltre a non capire i motivi di questo cervellotico meccanismo, capiamo ancora meno la necessità di reclutare 4 chaperones aggiuntivi, dal momento che, con questi assurdi criteri, è stato possibile notificare il controllo solo a due corridori (il primo e il terzo). La stupidità di questo metodo è testimoniata dal fatto che non sia stato applicato nella giornata di ieri, dove l’arrivo in salita avrebbe agevolato moltissimo questa operazione, ma nella gara odierna dove era assolutamente prevedibile un arrivo di un gruppo decisamente numeroso. Ancora una volta, dobbiamo chiederci se l’antidoping non faccia, in realtà, più male del doping.

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